La recente ricerca pubblicata su “The New England Journal of Medicine” ha rivelato risultati promettenti riguardanti il trattamento del **carcinoma gastroesofageo** (**Gea**) **Her2-positivo**, presentati durante l’**Annual Meeting** dell’**American Society of Clinical Oncology** (**Asco**) che si è tenuto a **Chicago**. Lo studio di fase 3, denominato **Herizon-Gea-01**, ha evidenziato come la combinazione di tislelizumab, zanidatamab e chemioterapia possa portare a un significativo incremento della **sopravvivenza globale**, con un miglioramento di 7 mesi rispetto ai trattamenti tradizionali.
Dettagli dello studio Herizon-gea-01
I risultati dello studio hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo nella **sopravvivenza globale** per i pazienti affetti da **carcinoma gastroesofageo** **Her2-positivo**. La combinazione di zanidatamab e tislelizumab in associazione con la **chemioterapia** ha portato a una **sopravvivenza mediana** di 26,4 mesi, rispetto ai 19,2 mesi del braccio di controllo, che utilizzava **trastuzumab** e **chemioterapia**. Questo studio ha incluso pazienti con status **Pd-l1** inferiore all’1%, evidenziando un beneficio in **sopravvivenza** indipendentemente da tale parametro.
L’**adenocarcinoma gastroesofageo** rappresenta il quinto tumore più comune al mondo, con circa il 20% dei pazienti che presenta una forma **Her2-positiva**. Nonostante ciò, la prognosi rimane sfavorevole, con un tasso di **sopravvivenza** a 5 anni inferiore al 30% per il tumore gastrico. Zanidatamab è un anticorpo bispecifico che agisce sul recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (**Her2**), mentre tislelizumab è un anticorpo monoclonale progettato per ottimizzare la risposta immunitaria contro le cellule tumorali.
Risultati e impatto clinico
Durante la presentazione all’**Asco**, **Filippo Pietrantonio**, responsabile di **Oncologia Medica Gastroenterologica** alla **Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori** di **Milano**, ha sottolineato l’importanza dei risultati dello studio, che potrebbero cambiare le pratiche cliniche nel trattamento del **carcinoma gastroesofageo** **Her2-positivo**. I dati hanno mostrato un miglioramento significativo della **sopravvivenza libera da progressione** (**Pfs**), con una **Pfs mediana** di 12,4 mesi nei bracci contenenti zanidatamab, rispetto ai 8,3 mesi del braccio di controllo.
La durata della **risposta** (**DoR**) è stata di 20,7 mesi con la combinazione di zanidatamab e tislelizumab rispetto ai 14,3 mesi con zanidatamab e **chemioterapia**. Questi risultati sono stati ottenuti dopo un follow-up di 26 mesi, dimostrando che il trattamento ha portato a miglioramenti significativi sia nei pazienti **Pd-l1** positivi che negativi.
Considerazioni sulla sicurezza e approvazioni regolatorie
I risultati relativi alla **sicurezza** del regime terapeutico sono stati in linea con gli effetti noti della terapia anti-**Her2** e dell’**immunoterapia**, senza indicazioni di nuovi segnali di **sicurezza**. La **diarrea** è stata l’effetto avverso più comune, con un’incidenza del 24,5% nei pazienti trattati con zanidatamab e tislelizumab. Tuttavia, la maggior parte degli episodi di **diarrea** si è verificata nelle fasi iniziali dello studio, e sono stati adottati protocolli di profilassi per gestire questo effetto.
L’**Agenzia del Farmaco Statunitense** (**FDA**) ha accettato una domanda di licenza biologica supplementare per tislelizumab, concedendo una revisione prioritaria. Inoltre, il **Centro per la Valutazione dei Farmaci** della **National Medical Products Administration** (**NMPA**) cinese ha accettato domande simili per zanidatamab e tislelizumab, segnalando un passo avanti significativo verso l’approvazione di questi trattamenti per il **carcinoma gastroesofageo** **Her2-positivo** avanzato/metastatico.
Questi sviluppi rappresentano un importante avanzamento nella lotta contro il **carcinoma gastroesofageo**, offrendo nuove speranze ai pazienti e ai medici che affrontano questa malattia complessa e sfidante.
