Tumori al cervello al centro dell’attenzione: in Italia, secondo le stime 2025, sono previste 5.730 nuove diagnosi. Il dato si colloca in un quadro più ampio: su 362.100 nuovi casi di cancro censiti nel Paese, i tumori del sistema nervoso centrale rappresentano una quota relativamente ridotta, ma con forme molto diverse tra loro.
Dati in Italia: incidenza e sopravvivenza
Le neoplasie del sistema nervoso centrale costituiscono circa l’1,6% di tutti i tumori diagnosticati in un anno. Le stime indicano anche una maggiore frequenza negli uomini, con 3.240 casi, rispetto alle donne, che ne registrano 2.490.
Il rapporto “I numeri del cancro in Italia” di Aiom e Airtum sottolinea che, al momento, non esiste una diagnosi precoce tramite test efficaci sull’intera popolazione.
La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è di poco superiore al 25%. L’incidenza risulterebbe stabile in Italia negli ultimi anni, mentre in alcuni Paesi industrializzati, tra cui Stati Uniti e Inghilterra, si osservano andamenti differenti. In Europa, inoltre, si registrano in media 5 casi di tumori primitivi del sistema nervoso centrale ogni 100mila abitanti all’anno.
Tipologie e sintomi più comuni
I tumori possono essere primitivi, con origine nel sistema nervoso centrale, oppure secondari, cioè metastasi da tumori sviluppatisi in altri organi. Tra i primitivi rientrano i gliomi, che rappresentano circa il 40% dei tumori del sistema nervoso centrale nell’adulto.
Il tumore maligno più frequente nell’adulto è il glioblastoma, con un’incidenza stimata tra 3 e 4 casi ogni 100mila abitanti all’anno. Il glioblastoma appartiene al gruppo degli astrocitomi, che costituiscono circa l’85% dei gliomi dell’adulto.
Per quanto riguarda i sintomi, possono variare in base a sede e dimensioni della lesione, presentandosi sia in forme benigne sia in quelle maligne. Tra le manifestazioni più comuni ci sono mal di testa forte refrattario ai trattamenti farmacologici e crisi epilettiche, in particolare se non comparivano in precedenza.
Possono comparire anche difficoltà nella coordinazione e nella deambulazione, confusione, alterazioni della personalità, problemi di linguaggio, udito, equilibrio o vista. La sintomatologia può interessare il lato opposto rispetto all’emisfero in cui si trova il tumore, con possibili anche nausea e vomito, riduzione dell’appetito e disturbi emotivi.
Diagnosi, trattamenti e fattori di rischio
La valutazione diagnostica considera i sintomi ed è confermata tramite esami di immaging, come risonanza magnetica e tomografia computerizzata. Per definire la malignità può essere necessaria una biopsia, talvolta eseguita con tecnica stereotassica.
Il trattamento dipende dalle caratteristiche del tumore e può includere chirurgia, radiochirurgia senza incisioni, impianti che rilasciano farmaci chemioterapici, shunt per drenare il liquido cerebrospinale e chirurgia stereotassica. Le moderne tecniche di risonanza funzionale consentono inoltre di valutare aree cerebrali e fibre nervose coinvolte prima della procedura.
Tra i fattori di rischio accertati (secondo un focus di Airc) c’è l’esposizione ad alte dosi di radiazioni gamma e X. Per i campi elettromagnetici, compresi quelli dei telefoni cellulari, non è riconosciuta evidenza significativa di effetti di questo tipo nell’uomo. Infine, solo il 5% dei tumori gliali presenterebbe una componente ereditaria stimata.
Articolo generato o rielaborato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.
Fonte originale: Tumori al cervello, circa 6mila diagnosi l’anno in Italia: i sintomi e le forme principali – IlFaroOnline
