Tumori ginecologici: Lorusso di Humanitas evidenzia i progressi in immunoterapia e radiochemio

La dottoressa Lorusso presenta i progressi dell’immunoterapia per tumori ginecologici, evidenziando l’efficacia della combinazione con chemioterapia e radiochemioterapia nel migliorare la sopravvivenza delle pazienti.

Il 5 febbraio 2026, durante un incontro a Roma, la dottoressa Domenica Lorusso, responsabile del programma di Ginecologia oncologica presso Humanitas San Pio a Milano, ha illustrato i recenti progressi nell’ambito dell’immunoterapia per i tumori ginecologici. Lorusso ha sottolineato come la combinazione di immunoterapia e chemioterapia possa aumentare significativamente la sopravvivenza delle pazienti affette da tumori dell’endometrio e della cervice uterina.

Innovazioni nel trattamento dei tumori ginecologici

L’immunoterapia ha rappresentato una svolta nelle strategie terapeutiche per diversi tipi di tumori solidi. Lorusso ha evidenziato che, per la prima volta, sono state approvate due nuove indicazioni per l’immunoterapia nei tumori ginecologici, in particolare per il tumore dell’utero, noto anche come tumore dell’endometrio. Questo tumore, che colpisce circa 10.000 donne ogni anno in Italia, ha visto un incremento sia nell’incidenza che nella mortalità, rendendo necessaria una revisione delle strategie di trattamento. La dottoressa ha spiegato che esistono quattro varianti di questo tumore e che circa il 30% delle pazienti presenta l’instabilità dei microsatelliti, una caratteristica genetica che apre a nuove possibilità terapeutiche.

Combinando l’immunoterapia con la chemioterapia nei casi avanzati e metastatici, è stato osservato che il rischio di progressione della malattia e di morte può ridursi fino al 70%. Questo dato rappresenta un passo avanti significativo rispetto alle aspettative precedenti nel trattamento di questa neoplasia.

Il ruolo dell’immunoterapia nel tumore della cervice uterina

Un’altra area di intervento riguarda il tumore della cervice uterina, che colpisce circa 2.600 donne in Italia ogni anno. Questo tipo di tumore è frequentemente associato all’infezione da Papillomavirus, per il quale sono disponibili sia vaccini per la prevenzione primaria che screening per la prevenzione secondaria. Nonostante queste misure, il numero di nuovi casi rimane allarmante.

La dottoressa Lorusso ha evidenziato come l’immunoterapia possa risultare particolarmente efficace quando combinata con la radiochemioterapia, trattamento standard per i tumori localmente avanzati da oltre venticinque anni. Questa combinazione ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza delle pazienti del 10% e di ridurre il rischio di morte nelle forme più avanzate, stadi tre e quattro, fino al 45%.

Prospettive future e importanza dell’integrazione terapeutica

Lorusso ha descritto questi risultati come straordinari, indicando che l’aggiunta dell’immunoterapia alla radiochemioterapia potrebbe potenzialmente portare a una guarigione del 10% in più delle pazienti. Inoltre, anche nei casi di recidiva, l’immunoterapia può contribuire a prolungare la vita delle pazienti, sebbene la dottoressa abbia sottolineato che vivere più a lungo con la malattia non equivale a una cura definitiva.

Questi sviluppi rappresentano un’importante evoluzione nella lotta contro i tumori ginecologici, aprendo la strada a nuove speranze per le pazienti e le loro famiglie. La continua ricerca e l’innovazione nel campo dell’immunoterapia potrebbero cambiare radicalmente il panorama terapeutico nei prossimi anni.

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