La presidente della Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica, Nicoletta Gandolfo, ha lanciato un allarme riguardo all’aumento dei casi di cancro al seno tra le donne di età inferiore ai 40 anni. Secondo recenti studi, fattori di rischio come obesità e fumo potrebbero contribuire a questa preoccupante tendenza. L’argomento è stato affrontato in occasione del Congresso della Società dei Radiologi del Nord America, tenutosi nei giorni scorsi a Chicago.
Il contesto attuale della diagnosi precoce
Gandolfo ha evidenziato che attualmente in diverse Regioni italiane la mammografia è gratuita solo per le donne a partire dai 45 anni, mentre in altre il limite è fissato a 49 anni. Tuttavia, uno studio condotto su un campione di 11 anni in sette strutture del Dipartimento di New York ha rivelato che il 20-24% dei tumori al seno diagnosticati riguardano donne tra i 18 e i 40 anni. “La nostra delegazione era presente a Chicago per seguire questa presentazione e le implicazioni sono significative”, ha dichiarato Gandolfo.
In Italia, la situazione non è dissimile. Circa il 20% dei casi di carcinoma mammario, pari a circa 11.000 diagnosi, colpisce donne sotto i quarant’anni. Questo dato ha mostrato un incremento quasi raddoppiato negli ultimi trent’anni. Le cause di questo aumento non sono completamente chiare, ma si ritiene che siano legate a fattori di rischio come l’obesità, il consumo di alcol e il fumo, oltre a fattori ormonali dovuti a cambiamenti negli stili di vita, come gravidanze tardive e un numero ridotto di figli.
Proposte per migliorare la situazione
Gandolfo ha sottolineato l’importanza di abbassare l’età per l’accesso alla mammografia. “È fondamentale uniformare l’inizio dello screening mammografico a 45 anni in tutte le Regioni italiane”, ha affermato Luca Brunese, presidente eletto della SIRM. La recente allocazione di risorse da parte del Ministro della Salute per ampliare la fascia d’età per lo screening del tumore al seno e del colon retto è stata accolta con favore.
In aggiunta, è essenziale avviare campagne informative per aumentare la percentuale di adesione agli screening, che attualmente risulta ancora troppo bassa. “Educare le donne riguardo all’importanza della diagnosi precoce è cruciale, poiché individuare un tumore nelle fasi iniziali può significativamente aumentare le possibilità di guarigione”, ha spiegato Brunese.
La presidente Gandolfo ha anche evidenziato il ruolo dei medici di medicina generale, che possono indirizzare le donne verso gli esami necessari, specialmente nelle Regioni del Sud Italia. Inoltre, è fondamentale identificare le forme ereditarie di cancro al seno, considerando che il 5-10% dei casi ha una componente familiare. Per queste donne, la consulenza genetica è indispensabile per pianificare strategie di prevenzione e trattamenti mirati.

