Il 15 settembre 2026, durante un incontro stampa a Milano, il professor Paolo Corradini, ematologo presso l’Università degli Studi di Milano e direttore della divisione di Ematologia della Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori, ha annunciato un cambiamento significativo nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) non eleggibile per il trapianto autologo. Secondo i risultati dello studio internazionale di fase 3 denominato “Starglo”, la combinazione di glofitamab e GemOx con R-GemOx si è dimostrata nettamente superiore rispetto alla sola chemioterapia.
Il professor Corradini ha sottolineato l’importanza di questo studio, evidenziando che ora lo standard di trattamento non è più rappresentato dalla sola chemio-immunoterapia, ma dalla chemio-immunoterapia unita all’anticorpo bispecifico glofitamab. Questo approccio offre una nuova speranza ai pazienti affetti da questa forma di linfoma, che spesso si trovano in una situazione clinica complessa, con un’età mediana di 68 anni.
Dettagli dello studio “Starglo”
Lo studio “Starglo” ha rappresentato un passo avanti fondamentale nella ricerca oncologica, essendo il primo trial randomizzato a livello mondiale a confrontare l’efficacia di un anticorpo bispecifico con la chemioterapia tradizionale. Corradini ha spiegato che la randomizzazione ha previsto un rapporto di 2 a 1, favorendo il braccio di trattamento con il bispecifico, in quanto gli investigatori erano convinti della sua maggiore efficacia. Questo approccio ha permesso di allocare due pazienti al braccio più attivo, mentre il terzo ha avuto accesso a strategie di salvataggio alternative, come il trattamento con bispecifico da solo o le terapie CAR-T.
Implicazioni per i pazienti e futuri sviluppi
L’introduzione di questa nuova opzione terapeutica rappresenta un cambiamento significativo nel panorama delle cure per il DLBCL recidivato o refrattario. Corradini ha anticipato che a questa combinazione si aggiungeranno in futuro ulteriori molecole, rendendo il compito dei clinici più complesso. Sarà necessario scegliere tra diverse terapie efficaci, senza studi comparativi diretti tra le opzioni a disposizione, come le terapie CAR-T e i vari anticorpi bispecifici.
Il professor Corradini ha concluso il suo intervento evidenziando la fortuna di avere a disposizione molteplici opzioni terapeutiche, un aspetto positivo rispetto alla mancanza di trattamenti efficaci in passato. Questo scenario offre nuove possibilità per i pazienti, migliorando le prospettive di trattamento e il loro benessere complessivo.
