Tumori neuroendocrini: Panzuto (Net Center) evidenzia la mancanza di integrazione tra i centri specializzati

Il direttore Panzuto sottolinea l’importanza della condivisione e consapevolezza sui tumori neuroendocrini in Italia, evidenziando la necessità di migliorare la comunicazione tra i centri di cura.

Francesco Panzuto, direttore del Centro Tumori Endocrini dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea di Roma, ha sottolineato l’importanza di migliorare la condivisione e la consapevolezza riguardo ai tumori neuroendocrini in Italia. Durante l’incontro intitolato “Tumori neuroendocrini, oltre la rarità: dai reali bisogni alle possibili soluzioni”, tenutosi il 21 luglio 2026 presso il Senato, Panzuto ha evidenziato come il paese disponga già di numerosi centri di riferimento e competenze nel settore, ma che sia necessario rendere tali realtà più visibili e integrate.

Il contesto dell’incontro al senato

L’evento è stato organizzato dal senatore Guido Quintino Liris con il supporto di Ipsen, senza condizionamenti. Panzuto ha dichiarato che l’Italia ha una rete di centri e specialisti che possono affrontare i tumori neuroendocrini, ma è fondamentale migliorare la comunicazione tra di essi. Secondo il direttore, l’obbiettivo principale è quello di aumentare la consapevolezza tra i pazienti e i professionisti del settore. “Dobbiamo mettere in contatto le varie realtà presenti sul territorio italiano, poiché è probabilmente di questo che c’è ancora bisogno nell’interesse dei pazienti”, ha affermato Panzuto.

La complessità dei tumori neuroendocrini

Panzuto ha sottolineato che i tumori neuroendocrini rappresentano una patologia complessa che richiede un approccio multidisciplinare. Ha evidenziato che le competenze e le opportunità di cura sono ben distribuite su tutto il territorio nazionale, ma la sfida risiede nella capacità di far coesistere le diverse specialità mediche all’interno dello stesso centro. “La difficoltà talvolta è proprio questa: trovare e far coesistere nello stesso punto, nello stesso centro, le competenze di tutte le discipline coinvolte”, ha spiegato.

Il direttore ha anche chiarito che il problema non è legato a una differenza geografica tra Nord e Sud Italia o tra diverse regioni, ma piuttosto alla necessità di una maggiore collaborazione e interazione tra i centri di cura. “Non è un problema territoriale, ma di condivisione e consapevolezza”, ha concluso Panzuto, invitando tutti gli attori coinvolti a lavorare insieme per migliorare la situazione dei pazienti affetti da questa rara forma di cancro.

Il tema della visibilità e della valorizzazione delle strutture esistenti è cruciale per garantire che i pazienti ricevano le cure di cui hanno bisogno. La creazione di una rete più coesa tra i vari centri potrebbe portare a un miglioramento significativo nella gestione e nel trattamento dei tumori neuroendocrini in Italia.

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