Il congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), tenutosi a Chicago il 1° giugno 2026, ha visto la presentazione di risultati promettenti riguardanti il farmaco amivantamab, un anticorpo monoclonale bispecifico. Questa innovativa terapia sperimentale si è dimostrata efficace nel trattamento del tumore della testa e del collo, una delle neoplasie più diffuse, per pazienti le cui opzioni terapeutiche erano limitate.
Risultati dello studio internazionale
Lo studio ha coinvolto 102 pazienti provenienti da 11 Paesi, tutti affetti da tumore della testa e del collo in fase avanzata o recidivata. I dati raccolti indicano che il trattamento con amivantamab ha portato a una significativa riduzione o addirittura alla completa scomparsa del tumore in 43 pazienti. Nello specifico, in 28 casi si è riscontrata una diminuzione notevole della massa tumorale, mentre in 15 pazienti il tumore è risultato completamente assente.
Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), ha commentato i risultati sottolineando il valore di tali scoperte, pur invitando a mantenere un atteggiamento cauto. Di Maio ha spiegato che i dati sono stati ottenuti in un contesto clinico particolarmente complesso, dove i pazienti hanno già sperimentato il fallimento di terapie standard come chemioterapia e immunoterapia. La situazione di questi malati, caratterizzata da una malattia difficile da trattare, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita.
Prospettive future nella ricerca oncologica
Secondo Di Maio, lo studio conferma i progressi nel campo della ricerca oncologica, specialmente nello sviluppo di farmaci mirati a bersagli molecolari già noti. I risultati preliminari, già incoraggianti, sono stati ulteriormente rafforzati da questi dati più maturi, accrescendo l’interesse verso questa strategia terapeutica. Gli esperti ora si concentrano sulla fase successiva della sperimentazione, in cui si sta valutando l’uso di amivantamab come trattamento di prima linea, in combinazione con chemioterapia e immunoterapia, invece di riservarlo ai casi di fallimento delle terapie standard.
Di Maio ha aggiunto che, come spesso accade quando emergono risultati positivi, si cerca di anticipare l’utilizzo del farmaco nelle fasi iniziali della malattia. Gli esiti di questi nuovi studi, previsti per i prossimi anni, saranno di grande interesse per la comunità scientifica. Tuttavia, è necessario condurre ulteriori ricerche per confermare l’efficacia e la sicurezza del trattamento su un campione più ampio di pazienti.
