Tumori urologici ereditari: in Italia si registrano oltre 5.500 nuovi casi annuali

La Società Italiana di Uro-Oncologia promuove la prevenzione e le terapie personalizzate per i tumori urologici eredo-familiari, evidenziando l’importanza di diagnosi precoci e screening genetici.

Il 4 febbraio 2026, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, la Società Italiana di Uro-Oncologia (Siuro) ha sottolineato l’importanza della prevenzione e delle terapie personalizzate per affrontare i tumori urologici eredo-familiari. Ogni anno, in Italia, si registrano oltre 5.500 nuovi casi di queste patologie, che rappresentano circa il 6-7% dei tumori della prostata, del rene e della vescica. Con il tema di quest’anno, #UnitedByUnique, l’evento mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di strategie di prevenzione mirate.

Il ruolo della prevenzione nella lotta contro il cancro

Rolando Maria D’Angelillo, presidente di Siuro, ha evidenziato che le istituzioni sanitarie internazionali stimano che fino al 50% delle neoplasie possa essere evitato attraverso misure preventive. La prevenzione primaria è cruciale, specialmente in ambito uro-oncologico, dove è possibile intervenire su fattori di rischio modificabili. Tra questi, il fumo di sigaretta emerge come il principale colpevole, responsabile del 50% dei nuovi casi di tumore alla vescica. D’Angelillo ha anche sottolineato l’importanza di diagnosi precoci, che possono ridurre la mortalità e aumentare le possibilità di guarigione. Attualmente, non esistono screening organizzati per il carcinoma della prostata, ma esami come l’esplorazione rettale digitale, il test PSA e l’ecografia prostatica transrettale possono essere prescritti per i soggetti a rischio o con sintomi.

Screening genetico e mutazioni eredo-familiari

Giovanni Pappagallo, vicepresidente di Siuro, ha posto l’accento sulla necessità di esami di screening genetico per identificare le mutazioni eredo-familiari che aumentano il rischio di tumori aggressivi. Tali test devono essere raccomandati ai familiari di pazienti già affetti da queste patologie e devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. La mutazione Brca2, ad esempio, aumenta di tre volte il rischio di carcinoma alla prostata. Inoltre, il tumore al testicolo, che colpisce prevalentemente giovani di età inferiore ai 50 anni, registra annualmente oltre 2.000 nuovi casi in Italia. Per prevenire questa forma di cancro, Siuro consiglia l’autopalpazione a partire dalla pubertà e visite urologiche annuali per coloro che hanno parenti di primo grado con la malattia.

Un approccio multidisciplinare nella cura dei tumori

La Siuro ribadisce l’importanza di un approccio multidisciplinare nella gestione delle neoplasie genito-urinarie. D’Angelillo ha affermato che è fondamentale personalizzare le cure, l’assistenza e la prevenzione per garantire un contrasto efficace a queste malattie, che interessano circa 1 milione di persone in Italia. Non si tratta solo di un problema che colpisce uomini over 65, ma anche adolescenti, giovani adulti e donne di tutte le età. È necessario sensibilizzare la popolazione riguardo ai comportamenti virtuosi che possono prevenire gravi conseguenze. Infine, la cura delle neoplasie deve essere gestita da team composti da diverse figure professionali, favorendo così trattamenti più personalizzati e efficaci.

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