Un paziente affetto da Sla attende 14 ore al Pronto soccorso in Sardegna

Malasanità in Sardegna: un paziente affetto da SLA attende 14 ore in pronto soccorso, denunciato il disastro sanitario da Alessandro Sorgia di Fratelli d’Italia.

CAGLIARI – Un episodio di malasanità ha scosso la comunità sarda: un paziente affetto da SLA ha atteso per ben 14 ore in pronto soccorso. L’episodio, avvenuto all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, è stato denunciato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Sorgia, che ha parlato genericamente di un pronto soccorso della Sardegna.

Denuncia di Sorgia: malasanità inaccettabile

Alessandro Sorgia ha descritto la situazione come “inammissibile e disumano”, sottolineando che un paziente in condizioni critiche non dovrebbe mai essere lasciato in attesa per così tanto tempo. “I malati non possono essere considerati cittadini di serie B o numeri da accantonare”, ha affermato Sorgia, evidenziando la gravità della situazione e l’inefficienza del sistema sanitario. La denuncia si riferisce a un caso specifico avvenuto nelle ultime ore, ma rappresenta un problema più ampio che affligge la sanità sarda.

Un paziente in condizioni critiche

Nella serata del 2 dicembre 2025, un paziente con SLA, tracheotomizzato e completamente dipendente dall’assistenza, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso per una grave emergenza. La sua lingua era rimasta incastrata a causa di un blocco involontario della mandibola, condizione che ha provocato gonfiore e un principio di necrosi. La situazione richiedeva un intervento immediato, ma il paziente è rimasto in attesa per ore, aggravando le sue già precarie condizioni di salute.

Un’attesa estenuante e una risposta inadeguata

Secondo quanto riportato da Sorgia, il paziente è rimasto in sala d’attesa dalle 18 fino al mattino seguente. Solo dopo 14 ore, e grazie alle insistenze della famiglia, un medico ha finalmente visitato il malato. Tuttavia, la risposta ricevuta è stata deludente: al paziente è stato detto che la situazione era “una conseguenza della malattia” e gli è stata prescritta una terapia a base di cortisone, con dimissioni immediate. Sorgia ha commentato che un intervento diretto nel reparto competente avrebbe richiesto solo dieci minuti, evidenziando l’assurdità di una simile attesa.

Le responsabilità politiche e la situazione della sanità sarda

Il consigliere di Fratelli d’Italia ha puntato il dito contro le cause strutturali di questo disastro sanitario, attribuendo le responsabilità a politiche sanitarie inadeguate. Sorgia ha denunciato il “mancato accesso diretto in rianimazione”, che ha portato a un abbandono dei pazienti nei pronto soccorso senza assistenza specifica. Ha citato direttamente Alessandra Todde, presidente della Regione, accusandola di non saper gestire le emergenze e di contribuire al “definitivo sfascio della sanità sarda“. La situazione attuale, secondo Sorgia, è il risultato di scelte politiche che mettono a rischio la vita dei pazienti più fragili, costretti a subire le conseguenze di una burocrazia inefficiente.

Condivi su: