Uno studio condotto da ricercatori cinesi ha rivelato che l’uveite ipertensiva è correlata al nodavirus di origine acquatica, un’indicazione preoccupante di un potenziale salto di specie. Il noto infettivologo Matteo Bassetti ha descritto questa scoperta come una “nuova frontiera allarmante” nel campo delle malattie infettive.
La scoperta del nodavirus
Il 10 aprile 2026, un articolo pubblicato su Nature Microbiology ha messo in luce una malattia oculare nota come uveite anteriore virale ipertensiva oculare persistente (Poh-vau), le cui origini erano precedentemente sconosciute. Questo studio ha dimostrato per la prima volta un legame tra questa malattia e il nodavirus (Cmnv), un virus che normalmente infetta pesci e invertebrati marini. I ricercatori hanno identificato la presenza di nodavirus nei tessuti oculari di 70 pazienti affetti da Poh-vau, evidenziando un’infezione che potrebbe rappresentare un significativo salto di specie. La scoperta ha sollevato interrogativi sulla possibilità che virus marini possano adattarsi e infettare l’uomo, segnalando un potenziale rischio per la salute pubblica.
Implicazioni dei cambiamenti climatici
Il rapporto indica che i cambiamenti climatici e l’intensificarsi delle attività umane in aree precedentemente incontaminate stanno aumentando il rischio di trasmissione di virus dalla fauna selvatica all’essere umano. Secondo lo studio condotto dal Laoshan Laboratory di Qingdao, in Cina, gli eventi di esposizione più comuni includono la manipolazione non protetta di animali acquatici e il consumo di frutti di mare crudi, eventi che rappresentano il 71,4% dei casi analizzati. Il nodavirus ha mostrato la capacità di provocare un aumento della pressione intraoculare e danni ai tessuti oculari nei modelli animali, e può infettare anche le cellule dei mammiferi in laboratorio. Queste scoperte suggeriscono che un virus di origine animale acquatica possa essere associato a una nuova malattia umana emergente.
Le parole di Matteo Bassetti
Matteo Bassetti ha commentato la situazione affermando che, per la prima volta, un virus marino ha effettuato un salto di specie, causando gravi infezioni oculari negli esseri umani. Il virus, noto come Covert Mortality Nodavirus (Cmnv), è stato a lungo considerato specifico per invertebrati e pesci, come gamberetti e crostacei. Lo studio ha rivelato che il virus è responsabile di un’uveite anteriore virale ipertensiva oculare persistente negli esseri umani, un fatto che ha sorpreso la comunità scientifica per la sua ampia gamma di ospiti. Bassetti ha sottolineato che gli oceani rappresentano una nuova frontiera per le malattie infettive, con potenziali effetti diretti sulla salute umana.
I pazienti colpiti dal nodavirus mostrano sintomi simili a quelli del glaucoma, tra cui infiammazione severa e un aumento della pressione intraoculare che può portare a danni permanenti alla vista. La trasmissione del virus sembra essere principalmente legata alla manipolazione o al consumo di frutti di mare crudi, con la maggior parte dei casi che coinvolgono persone che lavorano a stretto contatto con specie acquatiche.
