Una dieta ad alto contenuto di grassi può rallentare l’attività cerebrale, con maggiori rischi per le donne.

Una dieta ricca di grassi influisce negativamente sul metabolismo cerebrale e sulla memoria, mostrando effetti precoci prima di obesità e diabete, con differenze significative tra i sessi.

“Un’alimentazione ricca di grassi ha ripercussioni sul metabolismo cerebrale e sulla memoria anche prima dell’insorgenza di obesità e diabete“. Questi i risultati di uno studio condotto da Eugenio Barone, ricercatore del Dipartimento di Scienze biochimiche ‘Alessandro Rossi-Fanelli’ dell’Università Sapienza di Roma, pubblicato sulla rivista ‘Redox Biology‘. La ricerca mette in luce come anche brevi periodi di dieta ad alto contenuto di grassi possano influenzare negativamente le funzioni cerebrali, con effetti potenzialmente duraturi e differenze significative legate al sesso.

Cibo ricco di grassi - (123rf)
Cibo ricco di grassi – (123rf)

22 settembre 2026 | 13.48

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Implicazioni della dieta ricca di grassi

Secondo i ricercatori dell’Università Sapienza, l’obesità è uno dei principali fattori di rischio per il diabete e per malattie neurodegenerative. Sebbene fosse già noto che un’alimentazione ricca di grassi possa compromettere le funzioni cerebrali, i meccanismi che portano a tali alterazioni nelle fasi iniziali erano poco chiari. Lo studio ha rivelato eventi molecolari specifici che si verificano quando si inizia una dieta ad alto contenuto di grassi, prima che si sviluppino obesità e alterazioni metaboliche. La scoperta di una “finestra precoce di vulnerabilità allo stress metabolico” rappresenta un aspetto innovativo della ricerca.

Meccanismi di alterazione cerebrale

I risultati indicano che le modifiche al metabolismo cerebrale si manifestano prima dell’insulino-resistenza e prima che si verifichino obesità e diabete. I ricercatori hanno identificato nella diminuzione della proteina Biliverdin Reductase A (Bvra) un fattore chiave per queste alterazioni iniziali. Questa proteina è essenziale per la regolazione della risposta insulinica e del metabolismo cellulare, influenzando la capacità delle cellule cerebrali di adattarsi allo stress metabolico. Le alterazioni della Bvra sono state associate a cambiamenti nei meccanismi che governano il metabolismo energetico cerebrale e la funzione mitocondriale, processi che giocano un ruolo nelle malattie neurodegenerative, come la malattia di Alzheimer. Un dato significativo riguarda gli effetti dopo la sospensione della dieta: il ritorno a un’alimentazione equilibrata non porta a un completo ripristino del metabolismo cerebrale, evidenziando che alcune modifiche metaboliche possono persistere anche dopo la fine della dieta.

Le differenze di genere nella risposta cerebrale

Il lavoro di ricerca ha inoltre messo in evidenza differenze significative legate al sesso biologico. A parità di dieta, i cervelli maschili e femminili rispondono in modo diverso e mostrano capacità di recupero differenti dopo il ritorno a un’alimentazione sana. I risultati suggeriscono una maggiore vulnerabilità del cervello femminile agli effetti dello stress metabolico indotto da una dieta ricca di grassi. Questo sottolinea l’importanza del sesso biologico come fattore determinante nella risposta cerebrale e nella capacità di recupero.

Il dottor Barone ha commentato: “Il dato più significativo del nostro studio è che il cervello presenta alterazioni metaboliche prima che si sviluppino patologie sistemiche come obesità e diabete. Questo indica che gli effetti di una dieta ricca di grassi sul cervello iniziano molto prima di quanto si possa immaginare. È fondamentale comprendere questi eventi precoci poiché coinvolgono meccanismi metabolici che si riscontrano anche nell’invecchiamento e nelle malattie neurodegenerative, aprendo la strada a nuove strategie di prevenzione e protezione della salute cerebrale“.

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