Una morte su dieci per malattie infettive è attribuibile all’obesità, secondo uno studio

L’obesità aumenta del 70% il rischio di ricovero o morte per malattie infettive, secondo uno studio su oltre 540.000 partecipanti pubblicato su The Lancet.

Chi è affetto da obesità presenta una probabilità aumentata del 70% di essere ricoverato in ospedale o di morire a causa di una malattia infettiva. Questo dato emerge da una recente ricerca che ha esaminato il legame tra l’obesità e le patologie infettive, rivelando informazioni significative sulla salute pubblica.

Il focus dello studio

Un’importante ricerca pubblicata su The Lancet ha coinvolto oltre 540.000 partecipanti e ha messo in evidenza come l’obesità sia un fattore di rischio critico. I risultati indicano che le persone con un indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 30 hanno una probabilità significativamente maggiore di affrontare complicazioni legate a malattie infettive. In particolare, il rischio di ospedalizzazione o decesso triplica in caso di obesità grave, con BMI pari o superiore a 40.

L’analisi globale condotta dagli autori ha rivelato che l’obesità è associata a circa 1 decesso su 10 per malattie infettive a livello mondiale in un anno. Tuttavia, ci sono notevoli differenze tra i vari Paesi: nel Regno Unito, il legame tra obesità e mortalità per malattie infettive si attesta a circa 1 su 6, mentre negli Stati Uniti la percentuale sale a 1 su 4. Con l’aumento dei tassi di obesità a livello globale, i ricercatori avvertono che il numero di infezioni gravi legate a questa condizione potrebbe aumentare nei prossimi decenni. Durante la pandemia di Covid-19, le persone obese hanno mostrato una maggiore probabilità di ricovero o morte per infezione da Sars-CoV-2, ma prima di questo studio non c’erano evidenze sufficienti per confermare un legame simile con altre malattie infettive.

Modellazione dell’impatto globale

Utilizzando dati sulla mortalità tratti dallo studio Global Burden of Diseases (GBD), gli scienziati hanno modellato l’impatto dell’obesità sui decessi per malattie infettive in vari Paesi. L’analisi ha rivelato che nel 2023, circa 600.000 dei 5,4 milioni di decessi per malattie infettive nel mondo erano associati all’obesità, pari al 10,8% del totale. Negli Stati Uniti, la percentuale di decessi legati all’obesità raggiunge il 25,7%, mentre nel Regno Unito si attesta al 17,4%. Il Vietnam, invece, presenta la percentuale più bassa, con solo il 1,2%.

Gli autori dello studio sottolineano la necessità di interpretare con cautela questi risultati, evidenziando i limiti legati ai dati osservazionali che non possono confermare un nesso causale tra obesità e infezioni. Inoltre, le coorti utilizzate non sono rappresentative dell’intera popolazione.

Mika Kivimäki, dell’University College di Londra e leader della ricerca, ha commentato che l’obesità potrebbe indebolire il sistema immunitario, rendendo gli individui più vulnerabili a batteri e virus. I dati sull’efficacia dei farmaci dimagranti suggeriscono che la riduzione dell’obesità possa contribuire a diminuire il rischio di infezioni gravi.

Per ridurre il rischio di malattie infettive e altre problematiche legate all’obesità, gli scienziati evidenziano l’importanza di implementare politiche che favoriscano uno stile di vita sano, come l’accesso a cibi sani e opportunità per l’attività fisica. È fondamentale anche mantenere aggiornate le vaccinazioni raccomandate per le persone obese.

Volkan Demirhan Yumuk, presidente dell’Associazione Europea per lo Studio dell’Obesità (EASO) e endocrinologo clinico all’Università di Istanbul-Cerrahpaşa, ha sottolineato l’urgenza di affrontare l’obesità come una grave malattia non trasmissibile, evidenziando il suo impatto sulla salute generale e il rischio di malattie infettive.

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