La recente ricerca condotta dalla piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets e Irccs Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia, ha rivelato l’importanza di adottare uno stile di vita salutare, anche dopo una diagnosi di tumore. Lo studio, pubblicato il 17 dicembre 2025 sull’European Heart Journal, ha esaminato il legame tra abitudini alimentari, attività fisica e la salute del cuore in pazienti oncologici, evidenziando come comportamenti salutari possano influenzare significativamente la sopravvivenza.
Il progetto ‘Umberto’ e la ricerca
La ricerca fa parte del progetto ‘Umberto’, un’iniziativa che coinvolge la Fondazione Umberto Veronesi Ets e l’Unità di ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed. Questo studio si basa sui dati raccolti dal progetto Moli-sani, uno dei più ampi studi di popolazione a livello internazionale, che ha seguito nel tempo un campione di 779 adulti italiani, uomini e donne, già diagnosticati con tumore. L’obiettivo era valutare come le abitudini di vita influenzassero il loro stato di salute, utilizzando il punteggio Life’s Simple 7 (LS7), un indice sviluppato dall’American Heart Association che misura fattori di rischio cardiovascolare come fumo, attività fisica, dieta e peso corporeo.
I ricercatori hanno monitorato i partecipanti per un periodo di 15 anni, analizzando l’impatto delle loro scelte di vita sulla mortalità. I risultati hanno mostrato che coloro che seguivano uno stile di vita sano avevano un rischio di mortalità inferiore del 38% rispetto a chi non adottava tali comportamenti. Ogni miglioramento di un punto nel punteggio LS7 era correlato a una riduzione del 10% della mortalità per cancro, confermando l’importanza di stili di vita salutari.
Il ruolo della dieta mediterranea
Un aspetto significativo emerso dallo studio è l’importanza della dieta mediterranea. I ricercatori hanno sostituito la componente ‘dieta’ del punteggio LS7 con un’aderenza specifica a questa dieta tradizionale, caratterizzata da un elevato consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva. Questo cambiamento ha ulteriormente evidenziato il legame tra abitudini alimentari salutari e sopravvivenza, mostrando che la dieta mediterranea non solo favorisce la salute del cuore, ma offre anche un supporto significativo per coloro che affrontano il cancro.
La dieta mediterranea si conferma un alleato fondamentale per il benessere generale, contribuendo a migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici. I risultati suggeriscono che una corretta alimentazione, unita ad attività fisica regolare, possa avere un impatto positivo sulla prognosi dei malati di cancro.
Fattori biologici comuni e implicazioni
Lo studio ha anche identificato tre fattori biologici che spiegano la relazione tra buone abitudini di vita e riduzione della mortalità: infiammazione subclinica, frequenza cardiaca e livelli di vitamina D nel sangue. Questi elementi suggeriscono l’esistenza di un “terreno comune” che collega le malattie cardiovascolari e i tumori, un concetto noto in ambito scientifico come ‘common soil’.
Maria Benedetta Donati, principal investigator della piattaforma, ha sottolineato come le malattie croniche, pur apparendo diverse, possano condividere meccanismi di sviluppo e progressione simili. Questo approccio integrato, che unisce i campi della cardiologia e dell’oncologia, offre nuove prospettive sulla salute pubblica, evidenziando l’importanza di stili di vita salutari non solo per la prevenzione, ma anche per il miglioramento della qualità della vita di chi ha già affrontato una diagnosi di cancro.
Licia Iacoviello, responsabile dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed, ha ribadito che la promozione di abitudini salutari è cruciale non solo per ridurre il rischio di malattie croniche, ma anche per migliorare la prognosi di chi ha già affrontato un tumore. Questi risultati rappresentano un messaggio significativo per la salute pubblica, sottolineando l’interconnessione tra diverse aree della salute.

