Il 18 maggio 2026, durante il convegno “Harmony of Silencing” tenutosi a Milano, esperti del settore hanno discusso l’importanza di mantenere stabili i livelli di colesterolo Ldl-C nel tempo, piuttosto che limitarsi a ridurli. Questa nuova visione è emersa a seguito di un crescente interesse per la variabilità dei livelli lipidici, che è stata associata a un aumento del rischio cardiovascolare. Lo studio V-Difference, condotto da Novartis e pubblicato sull’European Heart Journal, ha evidenziato che le fluttuazioni nei livelli di colesterolo possono rappresentare un fattore di rischio diretto e indipendente per la salute cardiovascolare.
La variabilità del colesterolo e il rischio cardiovascolare
Il rischio associato alla variabilità dei livelli di colesterolo è significativo. Secondo i dati forniti da Novartis, le persone che mostrano le maggiori fluttuazioni nei livelli di Ldl-C hanno un aumento del 26% del rischio di mortalità totale, un incremento dell’8% per il rischio di infarto miocardico e un aumento dell’11% per il rischio di ictus, paragonato a chi mantiene livelli più costanti. Questi risultati sottolineano l’importanza di un monitoraggio costante e di strategie terapeutiche mirate a garantire non solo una riduzione iniziale dei livelli di colesterolo, ma anche una loro stabilità nel lungo termine.
Stefano Carugo, direttore della Cardiologia del Policlinico di Milano e presidente della FinSic, ha affermato che le fluttuazioni lipidiche influiscono direttamente sulla progressione dell’aterosclerosi, contribuendo a fenomeni come l’ossidazione lipidica e l’attivazione di meccanismi infiammatori. Questo rende cruciale il controllo efficace e duraturo dei livelli di colesterolo per prevenire eventi gravi come infarti e ictus.
Nuove linee guida e approcci terapeutici
Durante l’incontro, sono state presentate le nuove linee guida Acc/Aha/Multisociety del 2026, che introducono parametri aggiornati per la prevenzione cardiovascolare secondaria nelle persone ad alto rischio. Queste linee guida enfatizzano l’importanza di raggiungere e mantenere livelli di colesterolo Ldl-C bassi e stabili nel tempo. Lo studio V-Difference ha dimostrato che il trattamento con inclisiran, in aggiunta a una terapia ipolipemizzante personalizzata, può portare a una riduzione rapida e sostenuta dei livelli di colesterolo Ldl-C.
I risultati dello studio indicano che l’85% dei pazienti trattati ha raggiunto i livelli raccomandati di colesterolo Ldl entro tre mesi, con una riduzione media del 59% dopo un anno di trattamento. Questi dati sono particolarmente rilevanti poiché le nuove linee guida raccomandano un obiettivo di colesterolo Ldl-C inferiore a 55 mg/dL per la maggior parte dei pazienti ad alto rischio.
Impegno di Novartis nella salute cardiovascolare
Novartis ha sottolineato il proprio impegno a lungo termine nella ricerca cardiovascolare, investendo in programmi clinici come VictOrion, che coinvolge oltre 60.000 pazienti in più di 50 paesi. Paola Coco, responsabile delle attività mediche di Novartis Italia, ha dichiarato che l’azienda è determinata a lavorare in collaborazione con la comunità scientifica e le istituzioni per garantire un accesso equo alle innovazioni terapeutiche.
Questo approccio mira a tradurre le raccomandazioni delle linee guida in pratiche cliniche efficaci, affinché la prevenzione cardiovascolare possa essere applicata nella vita quotidiana dei pazienti. L’attenzione alla stabilità dei livelli lipidici nel tempo si conferma quindi un elemento cruciale per migliorare la salute cardiovascolare e ridurre il rischio di eventi avversi.
