L’autunno del 2025 segna un momento cruciale per la salute pubblica, con particolare attenzione rivolta alle infezioni delle vie respiratorie. Il virus respiratorio sinciziale (Rsv), noto per essere una delle principali cause di ospedalizzazione, non colpisce solo i neonati, ma presenta un rischio significativo anche per gli anziani over 65 e i soggetti vulnerabili. Questo aspetto, spesso trascurato, è stato al centro di un incontro tenutosi il 5 ottobre presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma. L’evento, organizzato dall’onorevole Simona Loizzo in collaborazione con l’Associazione Nazionale Pazienti Respiriamo Insieme e specialisti di vari settori, ha messo in evidenza l’urgenza di implementare una strategia nazionale che preveda la vaccinazione anti-Rsv per la popolazione adulta, parallela a quella già in atto per l’influenza e il pneumococco.
La vulnerabilità degli anziani al virus respiratorio sinciziale
Le evidenze scientifiche rivelano che il rischio di mortalità a causa del virus respiratorio sinciziale è ben sei volte maggiore negli over 65 rispetto ai bambini di età inferiore a un anno. Nonostante le istituzioni abbiano avviato misure di protezione per i più giovani, come l’introduzione di anticorpi monoclonali anti-Rsv, la popolazione adulta rimane completamente scoperta. Secondo un recente studio europeo, in Italia si stimano oltre 50.000 ospedalizzazioni annuali per Rsv tra gli over 60, un numero che raddoppia rispetto alle stime precedenti, evidenziando una gravità della malattia che può essere paragonata, se non superiore, a quella dell’influenza e del Covid-19.
Claudio Pedone, membro della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia, ha dichiarato che l’impatto del virus sugli anziani è significativo e spesso sottovalutato. Molti anziani presentano fattori di rischio, come patologie cardiache e respiratorie, che aumentano le possibilità di ospedalizzazione e mortalità. Le infezioni gravi, in particolare, possono portare a un deterioramento della funzionalità, influenzando non solo la salute individuale, ma anche il benessere sociale ed economico.
La mancanza di vaccinazione per gli adulti fragili
Nonostante le rassicurazioni fornite dal Ministero della Salute lo scorso luglio, la vaccinazione anti-Rsv per gli adulti fragili non è stata ancora inserita nei calendari vaccinali. Questa carenza contrasta con la situazione di altri Paesi europei, come Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, dove sono già stati avviati programmi di immunizzazione per gli over 60. Dati recenti indicano che, in due stagioni di osservazione su pazienti over 50 seguiti da Medici di Medicina Generale, la prevalenza di Rsv ha raggiunto picchi dell’18,9% in un solo mese, con il 50% dei pazienti trattati con antibiotici, un aspetto critico nella lotta contro l’antibiotico-resistenza.
Alessandro Rossi, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, ha sottolineato l’importanza di avere vaccini sicuri ed efficaci, già utilizzati in molti Paesi. Ha esortato a rendere disponibili i vaccini anti-Rsv in Italia, in associazione con le altre vaccinazioni stagionali. Il coinvolgimento del medico di famiglia è essenziale per incoraggiare i pazienti a vaccinarsi, poiché prevenire infezioni gravi è un dovere di sanità pubblica. La Simg, insieme ad altre società scientifiche, ha già inoltrato una raccomandazione al Ministero della Salute per l’inserimento della vaccinazione anti-Rsv nei programmi di prevenzione.
Evidenze recenti e raccomandazioni per la vaccinazione
Le nuove evidenze emerse durante l’ESC MID 2025, il Congresso della Società Europea di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive, confermano che la vaccinazione contro l’Rsv riduce dell’82,3% le ospedalizzazioni per infezioni delle basse vie respiratorie negli over 60. Inoltre, è raccomandata anche per le women in gravidanza, contribuendo così a proteggere i neonati nei primi mesi di vita, quando l’infezione può avere conseguenze gravi. Questa indicazione amplia ulteriormente la portata della vaccinazione, estendendo i benefici a due generazioni.
Claudio Mastroianni, Past President della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, ha rimarcato che il virus respiratorio sinciziale non è un problema esclusivo dell’età pediatrica, ma rappresenta una crescente minaccia per gli anziani e i pazienti fragili. La disponibilità di un vaccino sicuro ed efficace, che protegge l’80% dei soggetti vaccinati, permetterebbe di prevenire un numero significativo di infezioni gravi, ricoveri e decessi. L’inserimento della vaccinazione anti-Rsv nei Livelli Essenziali di Assistenza e nel Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale sarebbe un passo fondamentale per colmare un vuoto di protezione.
Simona Barbaglia, presidente dell’Associazione Respiriamo Insieme, ha evidenziato la necessità di un’alleanza concreta per proteggere i più fragili da un virus che ha conseguenze profonde per i pazienti e le loro famiglie. L’associazione ha avviato una campagna di sensibilizzazione e informazione nel 2024, rinnovata nel 2025, con l’obiettivo di costruire una rete tra cittadini, clinici e istituzioni per promuovere consapevolezza, prevenzione e accesso alla vaccinazione contro l’Rsv.
Infine, l’onorevole Simona Loizzo ha ribadito l’importanza di considerare la tutela dei pazienti fragili come una priorità di sanità pubblica. Ha sottolineato la necessità di includere la vaccinazione contro il Rsv nella campagna vaccinale autunnale, rivolgendo un appello al Ministro della Salute per garantire l’accesso a questa importante misura di protezione per le categorie più vulnerabili.
