Il 20 agosto 2026, il medico Tecla Mastronuzzi, specialista in medicina generale e responsabile della macroarea prevenzione della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), ha fornito importanti aggiornamenti sulla vaccinazione contro l’Herpes Zoster, comunemente noto come Fuoco di Sant’Antonio. Ogni anno, in Italia, oltre 200.000 persone vengono colpite da questa patologia, che non presenta una stagionalità definita. Mastronuzzi ha sottolineato come il virus rimanga latente nell’organismo dopo la varicella e possa riattivarsi quando il sistema immunitario è compromesso, specialmente con l’avanzare dell’età o in presenza di condizioni di immunodepressione.
Rischi e trasmissione del virus
L’Herpes Zoster non è una malattia particolarmente contagiosa, ma il virus può essere trasmesso attraverso il contatto diretto con le vescicole. Mastronuzzi ha chiarito che una persona che non ha mai contratto la varicella e non è vaccinata può sviluppare la varicella stessa, ma non il Fuoco di Sant’Antonio. Per prevenire questa malattia, esiste un vaccino altamente efficace. La vaccinazione consiste in due dosi, somministrate a distanza di 2-6 mesi, ed è offerta gratuitamente a tutti i pazienti a partire dai 65 anni. Inoltre, è disponibile anche per i soggetti a partire dai 18 anni che presentano specifiche condizioni di rischio, come il diabete e le malattie cardiovascolari.
Importanza della vaccinazione
Mastronuzzi ha raccomandato di discutere le opzioni di prevenzione con il medico al compimento dei 65 anni o dopo una diagnosi di diabete. La vaccinazione è indicata anche dopo il primo episodio di Herpes Zoster, poiché la malattia può causare dolore persistente per mesi o addirittura anni. Inoltre, è stata associata a un aumento del rischio di complicanze neurologiche e cardiovascolari. Il vaccino utilizzato è un vaccino ricombinante adiuvato, non vivo, che può essere somministrato anche ai pazienti immunodepressi.
Accesso alla vaccinazione e rete di supporto
Mastronuzzi ha evidenziato che la prossimità è fondamentale per garantire l’accesso alla vaccinazione. Non è sufficiente avere un buon vaccino o discuterne con il paziente; è cruciale che i pazienti possano effettivamente ricevere la vaccinazione. Le farmacie dei servizi rappresentano un’opportunità per migliorare l’accesso alla vaccinazione contro l’Herpes Zoster. È essenziale che ci sia una rete ben organizzata, in cui ciascun professionista sanitario conosca il proprio ruolo. L’individuazione della necessità di vaccinazione rimane un compito primario del medico, che deve garantire che i pazienti siano informati e supportati nel processo di vaccinazione.
