Verso una strategia nazionale per le scienze della vita: il ruolo di Sanofi

L’Italia affronta una sfida cruciale per potenziare la competitività nelle scienze della vita, promuovendo innovazione e collaborazione tra pubblico e privato per un futuro sostenibile.

L’Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: definire una politica industriale e scientifica in grado di potenziare la competitività nel settore delle scienze della vita. Questo tema è stato al centro di un evento tenutosi a Roma il 12 marzo 2025, organizzato da Sanofi, che ha riunito rappresentanti istituzionali, politici, membri della comunità scientifica e attori del Terzo settore. In un contesto internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica e pressioni economiche, la questione dell’accesso alla salute e della crescente domanda di innovazione è diventata sempre più rilevante.

Le voci protagoniste dell’evento

Tra i partecipanti di spicco figurano l’ambasciatore di Francia in Italia, Martin Briens, e il ministro dell’Università e Ricerca, Anna Maria Bernini. Hanno preso parte al dibattito anche Guido Liris, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Bilancio del Senato, e Claudia Biffoli, dirigente della Divisione Biotecnologie e Farmaceutica del Mimit. Il panorama scientifico è stato rappresentato da figure di rilievo come Giuseppe Curigliano, presidente eletto dell’European Society for Medical Oncology (Esmo) e ordinario di Oncologia medica all’Università Statale di Milano, e Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca. Hanno partecipato anche Ilaria Villa, direttrice generale della Fondazione Telethon, e Angela Zampella, prorettrice dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, oltre a Giovanni Tria, presidente della Fondazione Enea Tech e Biomedical.

Un momento cruciale per il settore

I promotori dell’iniziativa hanno sottolineato l’importanza di questo momento per il settore, in cui la ricerca biomedica e l’intelligenza artificiale stanno trasformando radicalmente i percorsi di cura. L’Italia, già leader europeo nell’export farmaceutico e un “hub d’eccellenza” per la ricerca clinica, ha l’opportunità di cogliere queste trasformazioni per sviluppare una visione a lungo termine. Giovanni Tria ha affermato che il Paese ha il potenziale per trasformare le scienze della vita in un asset strategico nazionale. La sperimentazione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato è fondamentale per valorizzare le eccellenze scientifiche già presenti e integrare capacità industriali e tecnologiche.

I dati del report d’impatto di Sanofi

Un elemento centrale del dibattito è stato il Report d’impatto 2024 di Sanofi, che evidenzia il valore che l’innovazione può apportare all’Italia. Nel 2024, l’azienda ha investito 45,2 milioni di euro in Ricerca e Sviluppo, generando un beneficio complessivo di 133 milioni di euro per il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn). Questo investimento ha un effetto leva di 2,95, dimostrando che ogni euro investito in ricerca produce quasi tre euro di risparmio per la collettività. Sanofi ha condotto 108 studi clinici nell’ultimo anno, coinvolgendo 1.517 pazienti in 563 centri clinici e collaborando con oltre 90 strutture sanitarie in tutto il Paese.

Innovazione e impatti sanitari

Marcello Cattani, presidente e amministratore delegato di Sanofi Italia e Malta, ha evidenziato come la ricerca permetta di trasformare conoscenze scientifiche in soluzioni concrete. L’Italia vanta una rete clinica di eccellenza e ricercatori capaci di guidare studi complessi. Sanofi ha investito circa 70 milioni di euro in tre aree chiave: ricerca e sviluppo, trasformazione tecnologica industriale e formazione. La ricerca dell’azienda ha generato impatti sanitari significativi, con costi evitati per il Ssn pari a 29,5 milioni di euro grazie alla campagna di immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale e altri 54,8 milioni derivanti da soluzioni per patologie infiammatorie e malattie cardiovascolari.

Il futuro delle scienze della vita in Italia

In questo contesto, L’Italia ha un ruolo centrale nella ricerca, con studi che riguardano aree come immunologia, trapianti, neurologia e malattie rare. Tra i progetti in corso, ci sono 12 molecole innovative con potenziale di oltre 40 nuove indicazioni terapeutiche entro il 2031. Alberto Mantovani ha sottolineato l’importanza di una “rivoluzione dell’immunologia”, che guarda ai meccanismi biologici dell’immunità. L’evento di Roma ha evidenziato che L’Italia può assumere un ruolo di leadership nelle scienze della vita, ma ciò richiede una governance integrata e investimenti mirati per tradurre le ambizioni in soluzioni concrete per la popolazione.

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