Il 27 aprile 2026, Mauro Minelli, immunologo e docente di Nutrizione clinica presso l’Università Lum Giuseppe Degennaro, ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos Salute, in cui ha fornito indicazioni fondamentali riguardo all’assunzione della vitamina D. Questo nutriente, essenziale per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per la salute delle ossa, non deve essere assunto a caso, ma seguendo precise modalità per garantirne l’efficacia.
Orario di assunzione ideale
Minelli chiarisce che, sebbene la vitamina D possa essere assunta in qualsiasi momento della giornata, ci sono delle raccomandazioni da seguire. Essendo una vitamina liposolubile, è fondamentale assumerla in concomitanza con un pasto contenente grassi sani, come l’olio extravergine d’oliva, il pesce o la frutta secca. Secondo l’immunologo, il momento migliore per assumerla è durante il pasto principale, che può essere pranzo o cena.
Effetti sul sonno
Un altro aspetto importante riguarda l’assunzione della vitamina D la sera. Alcuni studi osservazionali hanno suggerito che un’elevata assunzione di questo nutriente in questo momento della giornata potrebbe interferire con la produzione di melatonina, l’ormone del sonno. Pertanto, per chi ha difficoltà a dormire, è consigliabile assumerla al mattino o durante il pranzo.
Interferenze e alimenti da evitare
Minelli sottolinea che non esistono veri e propri divieti, ma piuttosto interferenze che possono ridurre l’assorbimento della vitamina D. Un’elevata assunzione di fibre vegetali, se consumate simultaneamente con integratori di vitamina D, può accelerare il transito intestinale, compromettendo l’assorbimento. È quindi preferibile distanziare l’assunzione di integratori di fibre dalla vitamina D. Inoltre, l’uso di farmaci che inibiscono l’assorbimento dei grassi, come l’orlistat, e un consumo eccessivo di alcol possono ostacolare l’attivazione della vitamina D nel fegato e nei reni, diminuendone l’efficacia.
Sinergie per un migliore assorbimento
Per garantire che la vitamina D funzioni al meglio, Minelli suggerisce di considerare alcune sinergie. Sebbene l’associazione con la vitamina K2 non sia obbligatoria per correggere una carenza di vitamina D, è importante notare che il magnesio è un cofattore essenziale per l’attivazione della vitamina D nel sangue. Una carenza di magnesio può rendere la vitamina D inefficace.
Peso corporeo e vitamina D
Minelli evidenzia anche il ruolo del peso corporeo nell’assorbimento della vitamina D. Nei soggetti in sovrappeso o obesi, questa vitamina tende a essere “sequestrata” dal tessuto adiposo, rendendo necessaria una supervisione medica attenta per monitorare l’assunzione, poiché le dosi standard potrebbero non essere adeguate.
Importanza della luce solare
Infine, l’immunologo ricorda che la principale fonte di vitamina D rimane il sole. Per verificare se il corpo sta producendo vitamina D, basta osservare la propria ombra: se è più corta della propria altezza, la produzione è massima; se è più lunga, come al tramonto o in inverno, la sintesi cutanea è minima o assente. In tali casi, l’integrazione o l’apporto alimentare di vitamina D diventa ancora più cruciale.
