West Nile: aumento delle infezioni con 312 casi e 13 decessi nel 2023

Incremento dei casi di West Nile virus in Italia: 312 confermati nel 2026, 13 decessi e preoccupazioni per donatori asintomatici. Sorveglianza continua necessaria per la salute pubblica.

I dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) mettono in evidenza un incremento dei casi di infezione da West Nile virus in Italia. A partire dall’inizio dell’anno fino al 19 agosto 2026, sono stati registrati 312 casi confermati, un numero inferiore rispetto ai 351 casi segnalati nello stesso periodo dell’anno precedente. Tra questi, 156 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva, con un caso importato dalle Maldive, e 40 sono stati identificati come asintomatici in donatori di sangue. Inoltre, sono stati riportati 115 casi di febbre, uno dei quali importato dal Burkina Faso. Tra i casi confermati, si contano 13 decessi, di cui uno legato a un caso importato.

Situazione attuale del virus West Nile in Italia

Il bollettino dell’Iss, pubblicato in concomitanza con il World Mosquito Day, evidenzia che il virus West Nile continua a circolare in modo stabile su gran parte del territorio nazionale. Le province interessate sono aumentate a 60, coprendo 16 regioni italiane, tra cui Piemont, Lombardia, Veneto, e Liguria. Nel 2025, nello stesso periodo, erano state registrate 22 morti e la letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive, era pari al 7,7%, rispetto al 13,9% dell’anno precedente. Questo dato sottolinea un cambiamento significativo nella gravità delle infezioni, nonostante il numero complessivo di casi sia diminuito.

Preoccupazioni e misure di sorveglianza

Gli esperti del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss avvertono che, sebbene i numeri siano in calo, la presenza del virus nel sangue di donatori asintomatici rappresenta un motivo di preoccupazione. La necessità di mantenere un attento monitoraggio e una diagnosi precoce è fondamentale per garantire la sicurezza delle trasfusioni e dei trapianti. L’Iss sottolinea l’importanza di una sorveglianza continua, in modo da prevenire eventuali focolai e proteggere la salute pubblica.

L’analisi dei dati evidenzia che il virus è presente in un numero crescente di province, richiedendo un impegno costante da parte delle autorità sanitarie per contenere la diffusione e garantire la sicurezza della popolazione. La situazione attuale richiede una risposta coordinata e tempestiva, poiché la circolazione del virus potrebbe avere conseguenze significative per la salute pubblica.

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