Zanzare: non solo il caldo, ma un insieme di fattori le attiva

L’epidemiologo Gianni Rezza analizza la diffusione del virus West Nile in Italia, evidenziando l’impatto dei fattori climatici e la diminuzione dei casi rispetto al 2025.

Il 6 agosto 2026, l’epidemiologo Gianni Rezza, docente di Igiene presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha rilasciato alcune dichiarazioni significative riguardo alla diffusione del virus West Nile in Italia. Durante un’intervista con Adnkronos Salute, Rezza ha sottolineato che quest’anno si osserva un andamento differente rispetto al 2025, attribuendo le variazioni a fattori climatici e comportamentali degli uccelli.

Analisi della situazione attuale

Rezza ha messo in evidenza che la relazione tra il caldo e la diffusione delle malattie trasmesse dalle zanzare è più complessa di quanto comunemente si pensi. “Non sempre un aumento delle temperature porta a un incremento delle malattie legate a questi insetti”, ha affermato. L’epidemiologo ha spiegato che l’attività delle zanzare è influenzata da molteplici fattori, tra cui l’umidità e le precipitazioni. Quest’anno, in particolare, le scarse piogge e il sole intenso hanno avuto un impatto significativo.

L’esperto ha osservato che, sebbene ci sia stato un anticipo nel ciclo riproduttivo delle zanzare, ciò non ha comportato un aumento dei casi di infezione. Infatti, per quanto riguarda il virus West Nile, i dati attuali indicano un terzo dei casi registrati nel 2025, il che rappresenta una diminuzione notevole. Rezza ha affermato che il trend potrebbe cambiare a causa di dinamiche che non sono semplicemente legate alla temperatura.

Fattori ambientali e impatto sulla fauna avicola

Un altro aspetto che Rezza ha messo in luce riguarda l’avifauna, considerata il principale serbatoio naturale del virus West Nile. Le condizioni climatiche avverse e le limitate precipitazioni potrebbero aver influenzato la popolazione di uccelli, contribuendo così a una diminuzione della trasmissione del virus. “La complessità di queste dinamiche non è facile da comprendere”, ha dichiarato.

L’epidemiologo ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio continuo e dell’analisi dei dati per comprendere appieno l’epidemiologia delle arbovirosi. “Non esiste una formula semplice che colleghi direttamente il caldo all’aumento delle malattie trasmesse dalle zanzare. È necessario considerare un mix di cause e agire con strategie di prevenzione su tutti i fattori noti”, ha concluso Rezza.

La situazione attuale richiede attenzione e preparazione, specialmente in un contesto in cui le malattie trasmesse da vettori come le zanzare possono rappresentare una seria minaccia per la salute pubblica. Con l’approssimarsi delle stagioni più calde, è fondamentale adottare misure preventive e informative per limitare il rischio di infezioni.

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