La sanità è il settore più colpito per gravità dagli attacchi informatici: il 64% degli incidenti registrati nel comparto è classificato come “critico” o “estremo”. Il dato è contenuto nel Rapporto Clusit 2026 e viene richiamato da Claudio Fratocchi, managing director di Scientia Consulting e Ceo di Energieering.
Secondo l’esperto, nel 2025 gli attacchi informatici gravi nel mondo sono stati 5.265, il massimo storico, con un aumento del 49% sul 2024. In Italia sono stati 507, in crescita del 42%. La sanità ha rappresentato l’11% degli attacchi mondiali, il 19% in più rispetto all’anno precedente: è il secondo settore più colpito e il primo per severità.
I rischi per dati, farmaci e dispositivi
Le aree coinvolte, spiega Fratocchi, comprendono il sistema sangue, i server delle aziende farmaceutiche e gli ospedali. Il furto dei dati di una clinica potrebbe riguardare persone famose o politicamente esposte e, secondo la sua valutazione, trasformare l’attacco da strumento di ricatto a mezzo per influenzare decisioni. Anche la documentazione psichiatrico-sanitaria potrebbe incidere su equilibri politici ed economici delicati.
Un ulteriore elemento di rischio riguarda la filiera del farmaco. L’esperto cita l’ipotesi di attacchi a depositi di antitumorali o ai frigoriferi che conservano vaccini, con la possibilità che i medicinali diventino inutilizzabili. In generale, ogni strumento dotato di un indirizzo IP può essere un bersaglio, inclusi dispositivi chirurgici, impianti di climatizzazione delle sale operatorie ed erogatori di ossigeno.
Fratocchi richiama inoltre scenari ipotetici che coinvolgono i robot chirurgici, la manipolazione delle condizioni di una stanza operatoria e l’uso di dati e strumenti per finalità di terrorismo batteriologico. A suo avviso, l’intelligenza artificiale può aiutare chi conduce gli attacchi e sa gestirla.
Prevenzione e controllo degli accessi
Per Fratocchi, gli strumenti di prevenzione comprendono monitoraggio, controllo degli accessi e identity access management. L’obiettivo è ridurre le superfici di attacco e proteggere le infrastrutture critiche attraverso investimenti in prevenzione, formazione e livelli aggiuntivi di sicurezza.
La sanità, ribadisce l’esperto, è un’infrastruttura critica per eccellenza. Per questo propone sovrastrutture capaci di limitare l’accesso ai dati e di nascondere i relativi punti di ingresso.
Fonte originale: Cyberattacchi, dal furto dei dati al bioterrorismo la sanità è l’area critica per eccellenza
