Il 3 agosto 2026, Paola Cerri ha presentato un innovativo metodo di Emergency Intelligence denominato ‘AI-h – Method for Detecting an Accident’, concepito per affrontare il vuoto informativo che si verifica nei primi momenti di un’emergenza. Questo progetto nasce dall’esigenza di ridurre l’intervallo critico tra l’insorgenza di un evento critico e il momento in cui i soccorritori ottengono un quadro chiaro della situazione. Durante questi minuti, le persone coinvolte potrebbero trovarsi nell’impossibilità di comunicare informazioni vitali riguardo alla loro posizione o alle loro condizioni.
Il problema della frammentazione dei dati
La nota rilasciata da Cerri evidenzia che, sebbene smartphone, dispositivi indossabili e sistemi di geolocalizzazione siano in grado di raccogliere dati utili, spesso questi rimangono disgiunti e non vengono utilizzati in modo efficace. L’idea alla base di AI-h è che non sia la mancanza di dati a rappresentare il problema, ma piuttosto la loro frammentazione. Informazioni vitali provenienti da smartwatch, sistemi GPS e dati sanitari possono esistere separatamente senza contribuire a formare un quadro unificato necessario per la gestione delle emergenze.
Come funziona AI-h
AI-h è progettato per integrare queste fonti di dati, trasformando i segnali disponibili in un pacchetto informativo strutturato e comprensibile per le centrali operative. Non si tratta di un nuovo dispositivo, ma di un metodo innovativo che utilizza tecnologie già presenti nella vita quotidiana. Questo processo mira a fornire informazioni cruciali, come la posizione della persona coinvolta, la natura dell’evento e parametri sanitari anomali, per supportare le decisioni degli operatori. Paola Cerri ha sottolineato che, nonostante l’aumento degli strumenti per la raccolta di dati, questi continuano a operare in modo isolato. ‘AI-h’ rappresenta un passo avanti, poiché si concentra sull’organizzazione delle informazioni già disponibili, rendendole utili nel momento in cui ogni secondo è fondamentale.
Applicazioni e potenzialità del progetto
Il progetto prevede anche la possibilità di fornire indicazioni di primo soccorso alle persone presenti sul luogo dell’evento, accompagnandole fino all’arrivo dei soccorritori professionali. Le applicazioni di AI-h sono molteplici e possono riguardare incidenti stradali, malori improvvisi, emergenze domestiche, eventi sportivi e situazioni in aree isolate. La versatilità del metodo lo rende interessante per diversi settori industriali, tra cui automotive, assicurazioni, health-tech, telecomunicazioni e gestione delle infrastrutture critiche.
Attualmente, AI-h è protetto da brevetto in Italia e ha raggiunto una fase avanzata nel percorso di registrazione a livello europeo. La priorità del progetto è ora quella di trasformare il metodo in una soluzione operativa, collaborando con partner tecnologici e sanitari. Paola Cerri ha concluso affermando che AI-h cerca di intervenire nel momento più critico di un’emergenza, riducendo l’incertezza e mettendo la tecnologia al servizio di decisioni più rapide e informate.
