A Roma debutta un innovativo modello di welfare sanitario territoriale

Avvio degli sportelli di assistenza Welfare Connesso per supportare persone fragili e caregiver, promuovendo un modello di welfare sanitario integrato e personalizzato in Italia.

Roma, 8 luglio 2026 – Il 22 luglio prenderanno avvio gli sportelli di assistenza e orientamento di Welfare Connesso, un’iniziativa promossa da ADICU Aps in collaborazione con la Fondazione ANT Franco Pannuti – ETS, UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare – Direzione Nazionale e FAND – Associazione Italiana Diabetici ODV. Questo progetto, sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, è concepito per potenziare un modello di welfare sanitario di prossimità, che sia integrato, gratuito e personalizzato per le persone in condizioni di fragilità. L’iniziativa si propone di rispondere ai bisogni di individui con disabilità, anziani non autosufficienti, pazienti cronici e persone in situazioni di precarietà abitativa e marginalità socioeconomica, attraverso un approccio multidimensionale e interdisciplinare.

Il contesto della vulnerabilità sociosanitaria

L’avvio di Welfare Connesso si colloca in un contesto di crescente vulnerabilità sociosanitaria. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e le difficoltà della rete territoriale hanno modificato in modo significativo i bisogni di assistenza. Secondo il Ministero della Salute, il 40% della popolazione italiana convive con almeno una patologia cronica, un dato che supera il 55% nelle fasce sociali più vulnerabili. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il diabete colpisce oltre 3,9 milioni di persone, con solo il 17% dei pazienti che raggiunge gli obiettivi clinici raccomandati. Ogni anno, più di 390 mila nuove neoplasie vengono diagnosticate e oltre 1,4 milioni di cittadini vivono con disabilità motorie permanenti o progressive, spesso senza un adeguato accesso ai servizi di riabilitazione e assistenza domiciliare.

Obiettivi e strategie del progetto

Il progetto Welfare Connesso mira a costruire una presa in carico integrata, in grado di mettere in rete competenze sanitarie, servizi sociali e associazionismo, superando la frammentazione che caratterizza ancora molti percorsi assistenziali. Tra i principali obiettivi ci sono il rapido accesso alle cure domiciliari specialistiche, il coordinamento tra medici di medicina generale, specialisti e operatori sociosanitari, il supporto psicologico per pazienti e familiari, l’orientamento tra i servizi disponibili, l’educazione terapeutica personalizzata e l’utilizzo di strumenti di telemonitoraggio e tecnologie assistive.

Il sostegno ai caregiver familiari

Un aspetto cruciale di Welfare Connesso è il supporto ai caregiver familiari, spesso invisibili ma essenziali per il sistema di cura. Secondo il CNEL, il 60% dei caregiver è costretto a ridurre o abbandonare il lavoro, mentre solo il 5% ha ricevuto formazione o supporto strutturato. Per affrontare questa problematica, il progetto prevede l’attivazione di percorsi formativi, sportelli antistress, gruppi di auto mutuo aiuto e supervisione psicologica, con l’obiettivo di prevenire il burnout e valorizzare il ruolo di chi assiste quotidianamente un familiare.

Le competenze delle organizzazioni coinvolte

La Fondazione ANT, attiva da oltre quarant’anni nell’assistenza oncologica domiciliare e nella prevenzione, potenzierà il supporto psicologico ai caregiver, coinvolgendo anche quelli che operano nelle realtà associative di UILDM e FAND. UILDM si concentrerà su interventi di supporto psicologico utilizzando strumenti di realtà virtuale per le persone con malattie neuromuscolari. FAND, invece, focalizzerà la propria azione sulla prevenzione, sull’educazione terapeutica, sugli screening e sulla gestione della cronicità diabetologica, mirando a garantire una maggiore autonomia alle persone assistite.

Benefici attesi e impatto sulla comunità

Welfare Connesso si sviluppa su scala nazionale e prevede un sistema indipendente di monitoraggio e valutazione dell’impatto, basato su indicatori misurabili, per verificare l’efficacia degli interventi e costruire un modello replicabile in diverse aree. L’obiettivo è consolidare una rete stabile tra pubblico e Terzo Settore, in grado di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure e di rafforzare il welfare di prossimità attraverso soluzioni innovative. I destinatari diretti del progetto includeranno 500 persone con patologie croniche, 200 pazienti oncologici, 150 persone con disabilità motorie e 600 caregiver familiari. Anche le famiglie e i professionisti sanitari coinvolti nella rete territoriale beneficeranno di un modello assistenziale più integrato e accessibile.

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