Diagnosi precoce e cure eque sono al centro dell’appello di Apmarr per garantire alle persone con malattie reumatologiche accesso rapido a diagnosi e farmaci in tempi brevi su tutto il territorio nazionale. Lo ha ribadito la presidente dell’associazione, Antonella Celano, intervenendo a un convegno promosso da Apmarr all’Auditorium del Ministero della Salute nell’ambito delle iniziative per la Giornata mondiale del malato reumatico.
Secondo Celano, le differenze tra i sistemi sanitari regionali rischiano di alimentare disuguaglianze e di favorire i cosiddetti viaggi della speranza, con costi per le persone e per il Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo, ha aggiunto, è “parificare” l’accesso alla diagnosi e alle cure in tutta Italia.
Accesso a farmaci e diagnosi
Nel corso dell’intervento, Celano ha collegato l’urgenza di un accesso più uniforme a un criterio di equità: “È necessario poter accedere ai farmaci in tempi brevi e in maniera equa”, ha affermato. Per l’associazione, il tema riguarda non solo la disponibilità delle terapie, ma anche l’allineamento dei percorsi di cura tra le diverse Regioni, per evitare che le persone si ritrovino a dover cercare risposte altrove.
Prevenire complicanze e sostenere la qualità di vita
Celano ha sottolineato che i bisogni delle persone con patologie reumatologiche sono “tantissimi”, soprattutto quando le condizioni evolvono in modo negativo e possono portare a complicanze. Ha citato il caso di una “nefrite cronica”, descritta come una condizione che può rendere la vita “molto complessa”, anche in relazione alla possibile necessità della dialisi, con conseguenze pesanti sulla qualità della vita.
Secondo la presidente di Apmarr, una patologia di questo tipo può incidere anche sull’attività lavorativa, arrivando a richiedere cambiamenti nella propria occupazione. Per questo, ha indicato la diagnosi precoce come un passaggio fondamentale per evitare complicanze e garantire cure appropriate e tempestive.
“Non siamo la nostra malattia”
Nel chiudere, Celano ha richiamato un principio di riconoscimento dei diritti delle persone: “Non siamo la nostra malattia: siamo persone che vivono una patologia e abbiamo diritti che devono essere rispettati”. Tra questi, ha evidenziato il diritto a un trattamento equo “in base alle nostre necessità”, collegando l’equità non a un trattamento astratto, ma a una risposta calibrata sui bisogni.
Fonte originale: Malattie reumatologiche, Apmarr: “Garantire qualità vita con diagnosi precoce e cure eque”
