L’8 ottobre 2026, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena, la professoressa Angela Toss, oncologa medica e docente all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, ha presentato i risultati di una ricerca condotta da Iqvia sul tumore al seno He+/Her2− in fase iniziale. Questo evento ha coinciso con il Breast Cancer Awareness Month, un mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno. Durante la conferenza, Toss ha condiviso informazioni cruciali riguardo alla diagnosi e al trattamento di questo tipo di cancro, sottolineando l’importanza della personalizzazione delle cure e del coinvolgimento attivo delle pazienti.
Il progresso nella diagnosi precoce
Secondo la professoressa Toss, attualmente il 70% dei tumori della mammella diagnosticati si trovano in stadi molto precoci, ovvero primi o secondi stadi. Questa situazione ha portato a una significativa riduzione del rischio di recidiva e a un aumento delle probabilità di guarigione. Tuttavia, Toss ha avvertito che, nonostante le statistiche favorevoli, il rischio di recidiva persiste, seppur in forma ridotta. La relatrice ha spiegato che le recidive possono manifestarsi a distanza di tempo dalla diagnosi, sia nella mammella che nei linfonodi o in altri organi.
Negli ultimi anni, sono stati compiuti notevoli progressi nella ricerca, con l’obiettivo di sviluppare strategie efficaci per ridurre il rischio di recidiva. Toss ha evidenziato l’importanza dei test genomici, che permettono di identificare le pazienti che possono evitare la chemioterapia dopo l’intervento chirurgico, risparmiando loro un trattamento potenzialmente dannoso. Inoltre, la gestione della durata dei trattamenti endocrini è stata affinata, con l’introduzione di terapie prolungate per le pazienti che tollerano bene il trattamento, superando i cinque anni tradizionali.
Nuove terapie e sfide nella personalizzazione
La professoressa Toss ha anche menzionato l’arrivo di nuovi farmaci biologici a target molecolare, come gli inibitori delle chinasi ciclino-dipendenti 4/6 e i Parp-inibitori, che offrono ulteriori opzioni terapeutiche. Tuttavia, ha sottolineato che esistono ancora sfide aperte, in particolare per quanto riguarda la personalizzazione dei trattamenti. Ogni paziente è unica e, mentre alcune possono beneficiare dell’omissione della chemioterapia, altre potrebbero necessitare di trattamenti più intensivi o di un approccio combinato.
Toss ha espresso la necessità di un approccio personalizzato, in grado di minimizzare la tossicità e massimizzare l’efficacia nel ridurre il rischio di recidiva. Ha evidenziato che le donne di oggi sono generalmente più consapevoli riguardo alla loro salute e ai percorsi terapeutici disponibili. Questo livello di consapevolezza è fondamentale per favorire un dialogo costante tra pazienti e medici, permettendo alle donne di partecipare attivamente alle decisioni riguardanti il loro trattamento.
Il ruolo del dialogo nel percorso terapeutico
Il dialogo tra oncologi e pazienti è cruciale, secondo Toss. Le pazienti devono sentirsi incoraggiate a porre domande e a discutere le opzioni terapeutiche con i loro medici. La consapevolezza e la partecipazione attiva delle pazienti nel loro percorso di cura possono portare a una maggiore aderenza ai trattamenti e, di conseguenza, a migliori risultati clinici. Toss ha concluso sottolineando l’importanza di mantenere aperta la comunicazione e di coinvolgere le pazienti nel processo decisionale riguardante le loro terapie, affinché possano affrontare il futuro con maggiore serenità e sicurezza.
