Chirurgia della mano: al S.Camillo di Roma un centro d’eccellenza per traumi e malattie

Il direttore Nicola Felici guida l’Unità Operativa di Chirurgia della Mano al San Camillo-Forlanini, innovando con microchirurgia e robotica per migliorare i risultati dei pazienti.

Nicola Felici, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Plastica Ricostruttiva e Chirurgia della Mano all’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma, è al centro di un’importante evoluzione nel campo della chirurgia della mano nel 2025. Con un’esperienza consolidata e una passione per la microchirurgia, Felici sta guidando un team specializzato in interventi complessi, sfruttando le ultime tecnologie per migliorare la vita dei pazienti.

Il ruolo del chirurgo della mano

Il chirurgo della mano, figura fondamentale in questo ambito, è spesso un professionista con una specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva o Ortopedia. Felici sottolinea che, nonostante in Italia non esista una specializzazione specifica in Chirurgia della Mano, molti chirurghi si formano in centri di eccellenza, acquisendo competenze avanzate. Il direttore menziona le storiche scuole di Chirurgia Plastica dell’ospedale di Legnano e di Chirurgia della Mano di Brescia, entrambe rinomate a livello europeo e mondiale. La microchirurgia, in particolare, è essenziale per il chirurgo della mano, poiché consente di ricollegare strutture anatomiche di dimensioni ridotte, un aspetto cruciale per il successo di interventi complessi.

Attività e risultati del centro di Roma

Ogni anno, l’Unità Operativa di Felici gestisce circa 400 traumi maggiori della mano e dell’arto superiore. A questi si aggiungono interventi su lesioni traumatiche dei nervi periferici e del plesso brachiale, patologie degenerative e ortoplastiche. Il direttore evidenzia che, oltre a questi interventi, vengono eseguiti circa 900 operazioni per patologie minori e interventi di chirurgia plastica ricostruttiva su altri distretti corporei. La varietà delle operazioni e l’alta complessità degli interventi effettuati fanno del San Camillo-Forlanini un centro di riferimento nel Lazio, accreditato dalla Federazione Europea delle Società Scientifiche di Chirurgia della Mano.

Interventi complessi e casi significativi

Nel 2025, Felici ha affrontato casi di notevole complessità. Uno di questi riguarda un giovane di 24 anni che, a seguito di un incidente motociclistico, ha subito una lesione totale del plesso brachiale. Dopo un intervento iniziale, il paziente ha recuperato parte della mobilità, consentendo un secondo intervento per riattivare la funzionalità delle dita. Un altro caso significativo è quello di un ventenne con una grave frattura esposta della gamba, per il quale è stato necessario un intervento d’urgenza per salvare il piede. La creatività del team ha permesso di superare un’anomalia anatomica, evitando l’amputazione e consentendo al paziente di tornare a camminare.

Innovazione e futuro della chirurgia della mano

L’introduzione di un robot microchirurgico rappresenta un’importante innovazione per il team di Felici. Questa tecnologia consente di operare su vasi sanguigni e nervi di piccole dimensioni con maggiore precisione. Il direttore sottolinea che, sebbene la tecnologia non sostituisca il chirurgo, essa ne potenzia le capacità. Con l’obiettivo di migliorare continuamente i risultati, Felici e il suo team si concentrano anche sull’organizzazione dei processi assistenziali, garantendo un percorso ottimale per i pazienti dall’ingresso in ospedale fino alla riabilitazione.

Felici conclude che, nonostante la carenza di vocazioni nella specializzazione della chirurgia della mano, è fondamentale attrarre nuovi talenti e trasmettere la passione per questo campo, affrontando le sfide formative e professionali con entusiasmo e dedizione.

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