Powerpenia: cos’è il calo di potenza muscolare con l’età e come contrastarlo

Powerpenia: perdita della capacità di generare forza rapidamente legata all’invecchiamento. Si valuta con test funzionali ed è reversibile, con prevenzione di cadute e fragilità.
Powerpenia: cos’è il calo di potenza muscolare con l’età e come contrastarlo Powerpenia: cos’è il calo di potenza muscolare con l’età e come contrastarlo

Con l’avanzare dell’età aumentano sarcopenia, dinapenia e powerpenia, cioè i diversi aspetti del declino muscolare legato all’invecchiamento. In ambito clinico, viene spiegato che la powerpenia riguarda la perdita della capacità di generare forza rapidamente, prima ancora che siano evidenti cali di massa o forza. (fonte: Adnkronos, 05 ottobre 2026)

Cos’è la powerpenia e perché conta

La sarcopenia è descritta come perdita di massa muscolare, mentre la dinapenia come perdita di forza massimale che decresce fisiologicamente di circa 1-2% all’anno dopo i 40 anni. La powerpenia, termine introdotto nel 2024, si concentra invece sulla velocità con cui la forza viene prodotta: viene indicata una riduzione a una velocità doppia rispetto alla forza, pari a 3-4% all’anno.

Secondo il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario all’UniSalento, l’impatto della powerpenia sulla longevità riguarda soprattutto la dimensione qualitativa della vita, legata al mantenimento dell’autonomia fisica e cognitiva. In particolare, agire per contrastarla significherebbe anche fare prevenzione delle cadute e della sindrome da fragilità.

Come si valuta e come si contrasta

Nel setting clinico, la powerpenia non si valuta con esami come risonanza o ecografia, che misurano la massa anatomica, ma con test funzionali. Tra questi, il Five Times Sit-to-Stand Test (5xSTS) misura il tempo impiegato per alzarsi e sedersi da una sedia standard per cinque volte consecutive. Per un adulto in salute il test dovrebbe essere completato entro 10-12 secondi; tempi prolungati indicano un calo della potenza neuromuscolare.

Altro strumento è il Gait Speed Test, che valuta il tempo per percorrere una distanza prestabilita (di solito 4 o 10 metri) a passo normale e poi veloce. Una velocità inferiore a 0.8-1.0 metri al secondo è indicata come indicatore clinico primario di fragilità e, di conseguenza, di powerpenia. È citato anche il Timed Up and Go (TUG): il paziente si alza da una sedia, cammina in sicurezza per 3 metri, gira, torna indietro e si risede. Tempi superiori ai 12 secondi evidenziano un elevato rischio di caduta legato alla perdita di potenza.

Molto rilevante, nella prospettiva riportata, è che la powerpenia sarebbe reversibile. Il percorso terapeutico dovrebbe essere “cucito su misura” considerando caratteristiche cliniche, comorbidità e farmaci. L’approccio proposto include stimoli differenti e, tra questi, viene indicato come particolarmente efficace l’allenamento High-Velocity Resistance Training (power training), pensato per reclutare di nuovo le unità motorie a contrazione rapida e restituire reattività.

Fonte originale: I muscoli invecchiano e si ‘scaricano’, cos’è la powerpenia e come si contrasta

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