Salute: l’obesità colpisce il 17% delle persone con disturbi mentali, rischio triplo nei giovani

La ricerca della SINPF rivela un legame significativo tra obesità e salute mentale, evidenziando un tasso di obesità del 17% tra i pazienti psichiatrici rispetto al 10% della popolazione generale.

Il 2 marzo 2026, emergono risultati significativi da una ricerca condotta dalla Società Italiana di Neuropsicofarmacologia (SINPF), che mette in luce il legame tra obesità e salute mentale. L’indagine, che ha coinvolto circa 2.000 utenti dei Servizi di Salute Mentale in diverse regioni italiane, tra cui Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Piemonte, Toscana e Puglia, rivela che il 17% dei pazienti seguiti da questi servizi soffre di obesità, rispetto al 10% della popolazione generale. Questo divario è particolarmente accentuato tra i giovani di età compresa tra 18 e 34 anni, dove la percentuale di obesità sale al 13,7% rispetto al 5,5%.

La ricerca e i suoi risultati

La SINPF ha presentato i risultati preliminari della sua indagine durante il Congresso Nazionale tenutosi a Milano a fine gennaio, in vista della Giornata Mondiale dell’Obesità, programmata per il 4 marzo. I dati raccolti sono stati confrontati con le statistiche della popolazione generale fornite dall’Istituto Superiore di Sanità, relative al periodo 2023-2024. I ricercatori stimano che se il tasso di obesità riscontrato nei pazienti psichiatrici fosse applicato all’intera popolazione nazionale, si potrebbero contare oltre 150.000 pazienti obesi all’interno dei Servizi di Salute Mentale, su un totale di circa 900.000.

Impatto dell’obesità sulla salute mentale

Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, presidenti della SINPF, sottolineano che l’obesità rappresenta una delle malattie croniche più rilevanti del nostro tempo, colpendo in modo particolare le persone con disturbi mentali. La ricerca evidenzia come chi vive con disturbi come la depressione, il disturbo bipolare o la schizofrenia abbia un rischio doppio di sviluppare sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione sana. Virginio Salvi, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST di Crema, che ha guidato l’indagine, aggiunge che l’impatto dell’obesità va oltre le problematiche metaboliche, poiché contribuisce ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete, riducendo significativamente l’aspettativa di vita. Si stima che le persone con gravi disturbi psichiatrici possano avere un’aspettativa di vita inferiore di 10-20 anni, a causa di una mortalità maggiore per cause cardio e cerebrovascolari.

Cause e necessità di integrazione

Le cause che collegano obesità e disturbi mentali sono molteplici. Salvi evidenzia che, sebbene alcuni farmaci psicotropi possano contribuire all’aumento di peso, altri fattori come la sedentarietà, le difficoltà socioeconomiche e le abitudini alimentari influenzate da emozioni negative giocano un ruolo cruciale. Inoltre, la vulnerabilità genetica è un fattore che aumenta la prevalenza di obesità anche tra adolescenti con disturbi psicotici e bipolari. Gli esperti della SINPF sostengono che i dati raccolti evidenziano la necessità di superare la separazione tra salute mentale e salute fisica. Le due dimensioni si influenzano reciprocamente e richiedono interventi integrati che affrontino il paziente nella sua totalità, garantendo un approccio più completo e efficace.

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