Vaiolo delle scimmie, Oms dichiara: “Mpox non rappresenta più un’emergenza globale”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità annuncia la revoca dello stato di emergenza per il virus Mpox, mentre in Africa la situazione rimane critica e richiede attenzione continua.

Il 5 settembre 2025, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato durante un briefing stampa che la malattia Mpox non è più considerata un’emergenza sanitaria di interesse internazionale. Questo annuncio segue un lungo periodo di monitoraggio e valutazione della diffusione del virus, che era stato dichiarato emergenza pubblica oltre un anno fa.

La revoca dello stato di emergenza

Nel suo intervento, Ghebreyesus ha sottolineato che la decisione di dichiarare l’emergenza sanitaria nel 2024 era stata presa su consiglio di un Comitato di emergenza, convocato in conformità con il Regolamento Sanitario Internazionale. Da quel momento, il comitato si è riunito regolarmente ogni tre mesi per valutare l’andamento dell’epidemia. Ieri, dopo l’ultima riunione, gli esperti hanno comunicato al direttore che, a loro avviso, la situazione non rappresenta più un’emergenza sanitaria globale. Ghebreyesus ha accolto questa raccomandazione, segnalando un cambio significativo nella gestione della malattia.

La situazione in Africa

Nonostante la revoca della dichiarazione a livello globale, la situazione in Africa rimane critica. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie africani (Africa CDC) hanno ufficialmente dichiarato che il virus Mpox continua a essere un’emergenza di salute pubblica nel continente. Questo è avvenuto in seguito a una riunione dell’Emergency Consultative Group, che ha raccomandato di mantenere attiva la dichiarazione di emergenza per la sicurezza sanitaria continentale.

Il 2 settembre 2025, gli esperti hanno analizzato l’andamento dell’epidemia e hanno concluso che è fondamentale mantenere la dichiarazione di emergenza per garantire il supporto politico necessario a combattere il virus. Hanno avvertito che una revoca prematura potrebbe portare a una diminuzione dell’attenzione e del finanziamento, aumentando così il rischio di una recrudescenza dell’epidemia.

Analisi della situazione epidemiologica

Il gruppo di esperti ha sottolineato che, sebbene i casi di Mpox confermati siano diminuiti del 52% tra le settimane 17-22 e le settimane 27-32 del 2025, ci sono stati focolai preoccupanti in diversi paesi africani. Nazioni come Ghana, Liberia, Kenya, Zambia e Tanzania hanno registrato un aumento dei casi, mentre nuove introduzioni del virus sono state segnalate in Malawi, Etiopia, Senegal, Togo, Gambia e Mozambico. Inoltre, l’Etiopia e la Repubblica Centrafricana hanno riportato decessi infantili a causa della malattia.

Diversi paesi, tra cui Sierra Leone, Congo, Malawi, Zambia, Kenya, Repubblica Centrafricana, Etiopia, Sudafrica e Camerun, continuano a presentare tassi di mortalità superiori all’1%, mentre il tasso medio continentale si attesta allo 0,5%. Questa situazione evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione e le risorse dedicate alla lotta contro il virus Mpox in Africa.

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