Papa Leone XIV, la pneumoncologa: esame istologico e PD-L1 decideranno il percorso post-operatorio

Papa Leone XIV in Vaticano dopo l’operazione al Policlinico Gemelli: esame istologico e PD-L1 decideranno controlli e terapia post-operatoria.
Papa Leone XIV, la pneumoncologa: esame istologico e PD-L1 decideranno il percorso post-operatorio Papa Leone XIV, la pneumoncologa: esame istologico e PD-L1 decideranno il percorso post-operatorio

Papa Leone XIV è in Vaticano per la convalescenza dopo le dimissioni dal Policlinico Gemelli di Roma, dove ha subito l’operazione per l’asportazione di un nodulo polmonare maligno. Il Papa prosegue il recupero nel Palazzo apostolico vaticano e mercoledì terrà l’udienza generale in piazza San Pietro. Nel corso dell’Angelus ha ringraziato i fedeli e ha indicato che, superata la fase delicata, riprenderà gradualmente le proprie attività.

Chiamata a spiegare quale percorso potrebbe seguire, l’oncopenumologa Serena Ricciardi ha delineato due scenari possibili. Se dagli esami risulterà che il nodulo era piccolo e circoscritto, senza interessamento dei linfonodi, “il Papa non dovrà fare nulla” oltre ai controlli nel tempo, i follow-up, che si diraderanno. In questo caso, ha sottolineato la pneumoncologa, clinicamente guarito si proseguirebbe con monitoraggi programmati.

Se invece la malattia risultasse più estesa, con coinvolgimento dei linfonodi, il percorso cambierebbe: entrano in gioco esame istologico e il test di espressione di PD-L1. Secondo Ricciardi, queste valutazioni consentono di capire “la malattia che si ha davanti” e di decidere la terapia più adatta, anche in base alle mutazioni che potrebbero emergere. Da qui, ha aggiunto, si può valutare una terapia adiuvante con l’obiettivo di ridurre le possibilità di ricadute dopo una guarigione clinica.

Convalescenza e tempi degli esami

Ricciardi ha riferito che l’intervento è riuscito secondo quanto comunicato dai medici che seguono il Papa e che il decorso, per quanto riguarda il viaggio in Sud America programmato per novembre, è buono, “ma l’ultima parola spetta ai medici”. Ha inoltre ricordato che, se non emergono complicanze, un paziente operato al polmone può tornare alla routine quotidiana, pur trattandosi di valutazioni sempre individuali.

Nel caso specifico, l’esame istologico richiede tempo: 10-20 giorni, dopo i quali si comprenderà come proseguire. La pneumoncologa ha collegato questo passaggio alla necessità della diagnosi precoce: “in questo tipo di patologia del polmone è fondamentale la diagnosi precoce soprattutto per evitare recidive post cure”.

Diagnosi precoce: dati sul progetto con TC a basso dosaggio

Nel contesto della diagnosi precoce, Ricciardi ha citato un progetto dell’Ao San Camillo-Forlanini basato su TC a basso dosaggio in persone senza sintomi. Su 939 partecipanti sottoposti a TC del torace a quantità ridotta di radiazioni, 28 hanno avuto diagnosi di tumore del polmone (circa 3%), mentre altre 5 hanno mostrato neoplasie extrapolmonari. La quasi totalità dei casi individuati è stata identificata a uno stadio ancora trattabile localmente.

Il percorso del progetto prevede un questionario online compilato da 3.150 persone; 1.854 sono risultate inizialmente eleggibili. Sono state effettuate circa 1.350 visite pneumologiche e 939 TC del torace. Ventinove pazienti sono stati sottoposti a intervento chirurgico, con approccio mininvasivo e ricorso rilevante alla chirurgia robotica. In due casi l’esame istologico ha documentato la natura benigna del nodulo. Secondo Ricciardi, l’iniziativa può “salvare delle vite”.

Fonte originale: Papa Leone, l’oncopneumologa: “Ora si aprono due scenari, l’esame istologico indirizzerà per prossime tappe”

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