Scompenso cardiaco, Grimaldi (Anmco) chiede continuità tra ospedale e territorio

Scompenso cardiaco, Massimo Grimaldi (Anmco) chiede continuità tra ospedale e cardiologia territoriale, con presa in carico nel tempo e Casa della comunità.
Scompenso cardiaco, Grimaldi (Anmco) chiede continuità tra ospedale e territorio Scompenso cardiaco, Grimaldi (Anmco) chiede continuità tra ospedale e territorio

Lo scompenso cardiaco è definito da Massimo Grimaldi, presidente dell’Anmco, come un’“epidemia” che riguarda circa l’1,5% della popolazione. I problemi cardiovascolari, secondo quanto riportato, sono anche la prima causa di morte e di invalidità, con l’ictus cerebrale legato a queste patologie. In Italia, i casi stimati sono circa 800-900 mila, destinati ad aumentare per l’invecchiamento.

Continuità dopo la fase acuta

Grimaldi indica come priorità la continuità ospedale-territorio anche dopo la fase acuta. Come società scientifica, l’Anmco, afferma, lavora per ottimizzare i percorsi ospedalieri e per sensibilizzare sulla patologia. Il focus, spiega, è la continuità delle cure tra reparti cardiologici ospedalieri e cardiologia territoriale.

Per sostenere il punto, viene citato lo studio Bring-up Scompenso, realizzato con la Fondazione Anmco per il Tuo cuore Ets. Nella ricerca, si riferisce che in un’altissima percentuale di casi i pazienti seguiti dai reparti ospedalieri cardiologici italiani hanno a disposizione i quattro farmaci fondamentali per lo scompenso, anche alle dosi adeguate. Il tema, però, è proseguire il follow-up sul territorio.

Lo scompenso riguarda pazienti spesso “complessi”, che richiedono una presa in carico nel tempo e una continuità tra centri ospedalieri, cardiologia ambulatoriale e medici di medicina generale. Grimaldi sottolinea anche il possibile ruolo delle riabilitazioni e indica che le strutture territoriali possono essere più efficaci se unificate in un’unica sede fisica, quella della Casa della comunità.

Presa in carico nel tempo e prevenzione

Secondo l’esperto, la presa in carico “funziona se il paziente viene seguito nel tempo”: le terapie, infatti, evolvono e vanno adeguate al soggetto. Nel corso della gestione possono cambiare i dosaggi in relazione a variazioni pressorie, perdita di peso e all’insorgenza di nuove condizioni come diabete o insufficienza renale. Lo scompenso è descritto come incapacità di svolgere le normali funzioni della vita, con comparsa di affanno; viene richiamata la classificazione in quattro categorie della New York Heart Association, dalla dispnea assente fino alla dispnea a riposo.

Oltre alla gestione clinica, Grimaldi richiama la sensibilizzazione della popolazione. Pur ricordando che molte persone temono soprattutto il tumore, sostiene che per malattie cardiache si muore di più e si diventa più invalidi. In questo quadro vengono citate iniziative come “Fism for People”, menzionando la tappa di Cagliari.

Per la prevenzione, viene posto un punto specifico: nei Lea risultano presenti screening gratuiti per il tumore della mammella e per il carcinoma del colon-retto, ma non per patologie cardiovascolari. La proposta è avviare screening dei fattori di rischio e introdurre un elettrocardiogramma per individuare precocemente alcune condizioni. Grimaldi collega anche il tema diagnostico all’uso dell’intelligenza artificiale che, secondo quanto riportato, ha potenziato il potere di diagnosi dell’ECG.

Fonte originale: Grimaldi (Anmco): “Scompenso un’epidemia, serve continuità ospedale-territorio”

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