Antonio d’Amore: «Raccontiamo un altro Cardarelli», tra informazione e buone pratiche
Il rapporto tra sanità e informazione e la necessità di dare spazio anche agli aspetti positivi dell’assistenza sono stati al centro dell’intervento di Antonio d’Amore, direttore generale dell’Aorn Antonio Cardarelli di Napoli. Le sue dichiarazioni sono state rese durante la seconda edizione dell’Health Journalism Forum, ospitata all’interno dell’ospedale napoletano.
Secondo d’Amore, il racconto della sanità si concentra spesso sugli aspetti negativi e lascia poco spazio alla “controparte”. Per questo, ha sostenuto, è importante consentire anche ai professionisti e alle strutture sanitarie di esporre il proprio punto di vista. In questo processo, ha aggiunto, assumono rilievo sia la narrazione sia la presenza, all’interno delle aziende, di strutture dedicate alla comunicazione.
«Oggi il medico molto spesso va difeso», ha detto il direttore generale, sottolineando il cambiamento rispetto a un’epoca in cui il medico veniva, nelle sue parole, “santificato prima in terra e poi in cielo”. D’Amore ha inoltre affermato che il racconto di una sanità corretta “nasce nella sanità” e ha chiesto ai giornalisti collaborazione nel portarlo avanti.
Il rapporto con i cittadini
Tra gli strumenti utilizzati dal Cardarelli, d’Amore ha citato i social network, impiegati per mantenere un rapporto diretto con i cittadini. L’ospedale dispone anche di una pagina in cui sono gli stessi cittadini a raccontare il Cardarelli.
Il direttore generale ha poi parlato degli spazi della struttura, spiegando che i viali dell’ospedale sono oggi accessibili e frequentati anche da persone che, nel tardo pomeriggio, vi corrono o passeggiano. A suo avviso, il Cardarelli è stato così in parte restituito alla città dopo essere stato spesso chiuso.
Operatori e procedure
Nel bilancio tracciato da d’Amore rientrano anche i concorsi e il lavoro degli operatori. Ha citato selezioni alle quali si sono presentati 200 medici e 400 anestesisti, oltre a una procedura indicata come best practice per la difesa dei professionisti dell’ospedale.
«Raccontiamo un altro Cardarelli», ha concluso, riferendosi agli operatori che vivono l’ospedale e si dedicano alle esigenze espresse dai pazienti.
Fonte originale: Sanità, d’Amore (Cardarelli): “Il medico va difeso, serve raccontare anche le buone pratiche”
