Congresso Siset a Roma, De Stefano: piastrinopenia immune e rischio di mortalità più alto del 40%

Al Congresso nazionale della Siset a Roma, Valerio De Stefano spiega che la piastrinopenia immune aumenta di circa il 40% il rischio di mortalità.
Congresso Siset a Roma, De Stefano: piastrinopenia immune e rischio di mortalità più alto del 40% Congresso Siset a Roma, De Stefano: piastrinopenia immune e rischio di mortalità più alto del 40%

Non riguarda solo le giovani: De Stefano collega la piastrinopenia immune a un rischio di mortalità più alto del 40%

La piastrinopenia immune può interessare persone di età diverse, compresi anziani, giovani e bambini. A sottolinearlo è stato Valerio De Stefano, professore di Ematologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, durante la terza giornata del Congresso nazionale della Siset, in corso a Roma.

Secondo De Stefano, la patologia aumenta all’incirca del 40% il rischio di mortalità. Circa metà di questo incremento, ha spiegato, è legata a emorragie dovute alla bassa conta piastrinica. Il dato si inserisce in un quadro che, nelle rappresentazioni più diffuse, associa la malattia soprattutto alle giovani donne, mentre il professore ne ha sottolineato il carattere trasversale.

Le alternative alla splenectomia

Il trattamento della piastrinopenia immune, ha detto De Stefano, sta cambiando rapidamente grazie alla disponibilità di diverse classi di farmaci capaci di aumentare il numero delle piastrine.

Con la splenectomia, cioè la rimozione della milza, fino al 60% dei pazienti può risultare libero dalla malattia nei successivi 10 anni. Negli ultimi 10-15 anni, però, sono diventate disponibili terapie che consentono di evitare questo approccio invasivo.

Tra le opzioni citate ci sono trattamenti “one shot” con anticorpi monoclonali, orientati a un riequilibrio del sistema immunitario, e farmaci in grado di mantenere la conta piastrinica stabile nel tempo con un modesto effetto immunitario.

La ricerca indipendente

De Stefano ha richiamato anche le difficoltà della ricerca indipendente, indicando nei regolamenti sulla privacy e nei comitati etici vincoli che, a suo giudizio, ne stanno limitando fortemente lo sviluppo.

Secondo il professore, oggi la ricerca su larga scala è soprattutto quella finanziata dall’industria. Un modello che considera possibile, ma che dovrebbe essere affiancato da uno sforzo ulteriore per la tutela dei pazienti.

Fonte originale: Malattie rare, De Stefano (UniCatt): “Piastrinopenia aumenta del 40% rischio mortalità”

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