Il trattamento iniettabile di ultima generazione per l’infezione da HIV, sviluppato da ViiV Healthcare, ha dimostrato di ridurre drasticamente il rischio di fallimento virologico rispetto alla tradizionale terapia orale quotidiana. Questa innovativa terapia, che combina cabotegravir e rilpivirina, è stata oggetto di uno studio di fase III, denominato Latitude, i cui risultati sono stati resi noti il 23 febbraio 2026.
Risultati dello studio Latitude
I dati pubblicati sul ‘New England Journal of Medicine’ mostrano che il trattamento iniettabile ha mantenuto una soppressione della carica virale più efficace rispetto alla terapia orale quotidiana. La ricerca ha coinvolto 453 partecipanti, con un’età media di 40 anni, molti dei quali avevano precedenti difficoltà nell’aderire ai regimi antiretrovirali orali. Il 63% dei partecipanti era di origine nera o afroamericana, mentre il 29% era di sesso femminile e il 17% ispanico. A tutti i partecipanti è stato fornito supporto per migliorare l’aderenza al trattamento, compresi incentivi economici.
Dopo un periodo iniziale di soppressione virologica tramite terapia orale, 306 soggetti sono stati randomizzati per ricevere iniezioni ogni quattro settimane di cabotegravir e rilpivirina o per continuare con la terapia orale. I risultati hanno mostrato che il rischio di fallimento del regime, definito come una combinazione di fallimenti virologici e interruzioni del trattamento, è stato ridotto di quasi il 50% nel gruppo trattato con la terapia iniettabile, con un tasso di fallimento del 22,8% rispetto al 41,2% nel gruppo con terapia orale.
Implicazioni per la terapia antiretrovirale
Kimberly Smith, responsabile della Ricerca e Sviluppo di ViiV Healthcare, ha sottolineato l’importanza di questo studio, evidenziando come l’associazione di cabotegravir e rilpivirina rappresenti una valida opzione per le persone che vivono con HIV. Questo è il primo studio randomizzato a confermare che il regime iniettabile supera la terapia orale quotidiana in questa popolazione. I risultati potrebbero avere un impatto significativo nel contribuire a porre fine all’epidemia di HIV.
La strategia di trattamento long acting si è dimostrata efficace anche per i pazienti con difficoltà di aderenza alla terapia orale, un aspetto cruciale per il mantenimento della salute virologica. Antonella Castagna, direttore delle Malattie infettive all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha evidenziato come la sperimentazione possa aprire a nuove alleanze terapeutiche, fondamentali per il successo del trattamento anche in condizioni di fragilità.
Prospettive future e studi correlati
Attualmente, il centro diretto dalla dottoressa Castagna partecipa a uno studio internazionale chiamato Crown, che valuta l’efficacia e la sicurezza a lungo termine del trattamento iniettabile in pazienti con carica virale ancora rilevabile nonostante la terapia antiretrovirale orale. A differenza di Latitude, che ha previsto una fase di soppressione virologica preliminare, Crown si concentra su un gruppo di pazienti con viremia non ancora controllata.
Lo studio Latitude è stato sponsorizzato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases e ha ricevuto supporto da diverse istituzioni, tra cui ViiV Healthcare e Johnson & Johnson. Questi risultati pongono le basi per un futuro promettente nella lotta contro l’HIV, offrendo nuove speranze a chi vive con questa condizione.
