Nei topi il sovrallenamento mantiene alta la dopamina nell’ippocampo per 48 ore

Uno studio sui topi pubblicato su Neuroscience rileva dopamina e TyrH elevate nell’ippocampo per 48 ore dopo il sovrallenamento.
Nei topi il sovrallenamento mantiene alta la dopamina nell’ippocampo per 48 ore Nei topi il sovrallenamento mantiene alta la dopamina nell’ippocampo per 48 ore

Nei topi il sovrallenamento mantiene alta la dopamina nell’ippocampo per 48 ore

Un programma di sovrallenamento ha mantenuto elevati per 48 ore i livelli di dopamina e di tirosina idrossilasi (TyrH) nell’ippocampo dei topi. È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Neuroscience da un team di scienziati brasiliani.

La ricerca ha analizzato gli effetti dell’attività fisica intensa sul cervello, oltre che sui muscoli. L’ippocampo è una regione collegata alla memoria e alla regolazione delle emozioni, mentre la dopamina è un neurotrasmettitore coinvolto nella vigilanza e nella motivazione.

Otto settimane di allenamento e recupero ridotto

Gli animali sono stati divisi in due gruppi. Il primo ha affrontato un test di esercizio acuto, correndo su un tapis roulant fino all’esaurimento. Il secondo ha seguito per 8 settimane carichi progressivamente più pesanti, arrivando nell’ultima settimana a due sessioni quotidiane separate da appena 4 ore di recupero.

Dopo il test di prestazione, nei topi sottoposti all’allenamento cronico la dopamina e la TyrH, l’enzima coinvolto nella sua sintesi, sono rimaste elevate per 48 ore, anche durante la fase normalmente dedicata al riposo. Nel gruppo sottoposto al solo esercizio acuto, invece, l’aumento della dopamina si è verificato poco dopo la corsa.

“I nostri risultati dimostrano che un’eccessiva attività fisica ha un impatto significativo anche sul cervello”, ha affermato Alisson Luiz da Rocha, primo autore dello studio. Il coordinatore della ricerca, Adelino Sanchez Ramos da Silva, ha indicato possibili collegamenti con la regolazione cerebrale e i disturbi del sonno, ma questi rapporti restano da verificare.

Le implicazioni per gli esseri umani restano da studiare

Gli autori precisano infatti che la ricerca non ha misurato sonno, vigilanza o ansia. L’ipotesi è che alterazioni simili, se confermate nelle persone, possano contribuire a spiegare alcuni disturbi riferiti dagli atleti che si allenano eccessivamente, tra cui insonnia, ansia e stanchezza cronica.

Lo studio non ha rilevato differenze significative nei livelli di serotonina degli animali. Secondo i ricercatori, il dato contrasta con l’ipotesi che attribuisce alla serotonina da sola un ruolo principale nella stanchezza e richiama l’importanza del recupero dopo l’attività fisica.

Fonte originale: Troppo allenamento fa male: ‘cambia’ la chimica del cervello

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