Psoriasi severa, solo il 9% dei pazienti beneficia dell’esenzione 045: un gruppo di lavoro tecnico valuterà l’inserimento della patologia nel Piano nazionale della cronicità.
È quanto emerso durante una conferenza stampa alla Camera dei deputati, organizzata in vista della Giornata mondiale della Psoriasi, celebrata ogni anno il 29 ottobre. Al centro dell’incontro, la richiesta di ampliare le tutele previste dai Livelli essenziali di assistenza in rapporto alla severità della malattia.
La psoriasi è descritta come una patologia infiammatoria autoimmune, cronica, multifattoriale, recidivante e non contagiosa. Nelle forme più severe può incidere sulla qualità della vita e sulle attività quotidiane. Secondo il progetto Radar-Psoriasi, le persone affette in Italia sono circa 1,4 milioni.
Il divario nell’esenzione 045
L’analisi, promossa da Apiafco e realizzata da CliCon su dati amministrativi di Asl italiane relativi a circa sei milioni di assistibili, ha rilevato che solo il 9% dei pazienti con psoriasi beneficia dell’esenzione 045.
Tra i pazienti non esenti, il 3% risulta trattato con farmaci biologici e il 7% con sistemici non biologici. Il dato complessivo indicato durante l’incontro è di 137mila pazienti senza esenzione trattati con farmaci sistemici, inclusi i biologici.
Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha sostenuto che l’estensione dell’esenzione 045 consentirebbe di includere nel percorso assistenziale previsto dai Lea le persone con psoriasi a placche in forma severa. Secondo la stima citata, l’impatto economico per il Servizio sanitario nazionale sarebbe compreso tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno.
La presidente dell’associazione ha inoltre dichiarato che i pazienti oggi sostengono direttamente i costi degli esami necessari per accedere alle cure e monitorarle. La richiesta è stata ricondotta ai principi di universalità ed equità dell’assistenza sanitaria.
Dati clinici e iniziativa istituzionale
Il progetto Radar-Psoriasi ha indicato per la malattia un’incidenza annua di 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti, superiore a quella riportata per la malattia di Crohn e l’artrite reumatoide. L’analisi ha inoltre rilevato la presenza di comorbidità autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche, associate a un rischio di mortalità indicato come 1,1 volte maggiore rispetto alla popolazione generale.
Tonino Aceti, presidente di Salutequità, ha chiesto di rafforzare le tutele nei Lea, con particolare riferimento all’ampliamento delle esenzioni, e di aggiornare la programmazione sanitaria nazionale. Tra gli strumenti citati figurano il prossimo Piano sanitario nazionale e il Piano nazionale della cronicità.
Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco delle politiche in favore del Ssn del ministero della Salute, ha dichiarato di aver firmato il 20 ottobre l’istituzione di un gruppo di lavoro tecnico. Il gruppo dovrà valutare l’inserimento della psoriasi nel Piano nazionale della cronicità e individuare modelli organizzativi e assistenziali coerenti con il principio di appropriatezza.
Nel corso dell’incontro è stata segnalata anche la carenza di dermatologi nelle strutture pubbliche. Aldo Cuccia, consigliere nazionale Adoi, ha indicato tra le possibili risposte l’indizione di nuovi concorsi negli ospedali con maggiore sofferenza di organico e una più stretta integrazione formativa tra università e ospedali.
Fonte originale: Giornata della psoriasi: “Oltre 137mila italiani con forma severa senza tutela adeguata”
