RespiVirNet verso la ripartenza: Pregliasco stima oltre 500mila casi settimanali

RespiVirNet verso la ripartenza: Fabrizio Pregliasco stima oltre 500mila casi settimanali di infezioni respiratorie acute in Italia.
RespiVirNet verso la ripartenza: Pregliasco stima oltre 500mila casi settimanali RespiVirNet verso la ripartenza: Pregliasco stima oltre 500mila casi settimanali

RespiVirNet verso la ripartenza: Pregliasco stima oltre 500mila casi settimanali

La stagione influenzale 2026-2027 è iniziata, ma il bollettino nazionale sulle infezioni respiratorie è fermo da otto mesi. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato il possibile ritorno della sorveglianza RespiVirNet, gestita dall’Istituto superiore di sanità, mentre il virologo Fabrizio Pregliasco stima oltre 500mila casi settimanali di infezioni respiratorie acute in Italia.

Il flusso di dati che alimentava il sistema è stato sospeso da Regioni e Province autonome per questioni legate alla gestione dei dati personali. L’ultimo bollettino dell’Iss risale al 6 marzo. Da allora non sono disponibili numeri ufficiali sull’andamento nazionale di influenza, Covid, virus respiratorio sinciziale e altri virus respiratori.

Il confronto su privacy e dati

Schillaci ha dichiarato che il ministero della Salute ha lavorato con l’Iss per riattivare la sorveglianza e che il primo bollettino potrebbe arrivare “nel giro di una settimana”, con una tempistica non molto diversa da quella degli anni precedenti.

Per superare lo stallo, l’Iss ha predisposto un regolamento da sottoporre all’Autorità Garante per la privacy. Lunedì 9 novembre è previsto un incontro tra ministero, Istituto superiore di sanità e Garante. Secondo quanto riportato, il bollettino dovrebbe ripartire inizialmente nella forma precedente, per poi essere implementato sulla base del nuovo regolamento.

La stima sui casi e i virus più diffusi

In assenza del dato nazionale, Pregliasco ha elaborato una stima a partire dall’ultimo rapporto Influnews della Lombardia. Nella settimana 44 del 2026, dal 26 ottobre al 1° novembre, nella regione sono stati stimati 84.552 casi di infezioni respiratorie acute, con un’incidenza di 8,4 casi ogni mille abitanti.

Proiettando il dato lombardo sull’intero Paese, l’esperto valuta che i casi possano essere “oltre 500mila” in una settimana. Si tratta di una stima, non di un conteggio ufficiale nazionale. L’incidenza lombarda è risultata in aumento rispetto alla settimana precedente e superiore al dato nazionale di 7,28 casi ogni mille abitanti registrato da RespiVirNet nella stessa settimana del 2025.

Pregliasco descrive la situazione come una fase di intensità basale: le infezioni stanno crescendo, ma l’influenza non è ancora predominante. In Lombardia, tra i campioni analizzati dai medici sentinella, il rhinovirus è stato identificato nel 35,3% dei casi, i virus parainfluenzali nel 23,5% e gli adenovirus nell’11,8%. Coronavirus stagionali e Sars-CoV-2 sono comparsi entrambi nel 5,9% dei campioni.

L’influenza A è stata rilevata nel 2,1% dei tamponi eseguiti nei Pronto soccorso, mentre l’influenza B nello 0,7%. Per questo, osserva il virologo, tosse, raffreddore e mal di gola non indicano necessariamente un’infezione influenzale. Nei bambini sotto i cinque anni l’incidenza lombarda ha raggiunto 25 casi ogni mille assistiti, circa tre volte il dato generale.

Prevenzione e uso dei farmaci

Pregliasco prevede un’ulteriore crescita delle infezioni con l’avanzare della stagione fredda, ma precisa che non è possibile stabilire quando arriverà il picco. A settembre aveva indicato una stagione potenzialmente meno pesante degli ultimi anni, con una previsione di 12-14 milioni di casi, da definire anche in base all’andamento delle temperature.

Tra le misure indicate ci sono la vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per anziani e persone fragili, il lavaggio delle mani, il ricambio dell’aria e la limitazione dei contatti quando si è malati. Lo specialista invita inoltre a non usare antibiotici contro i virus e a verificare i principi attivi dei prodotti sintomatici, per evitare di assumere due volte lo stesso farmaco.

Febbre persistente o ricorrente, difficoltà respiratoria, dolore toracico e peggioramento delle condizioni generali richiedono una valutazione medica. Nei disturbi intestinali, particolare attenzione va prestata ai segnali di disidratazione, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani e nelle persone fragili.

Fonte originale: Influenza, il bollettino ancora non c’è ma i virus sì. La stima di Pregliasco: “Oltre 500mila casi a settimana”

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