Negli ultimi anni il cancro al colon-retto non è più una malattia che riguarda solo gli adulti sopra i 50 anni. In molti Paesi sviluppati, compresa l’Italia, si osserva un aumento delle diagnosi in età più giovane, con casi che appaiono prima dei 50 anni. Parallelamente, la nostra alimentazione si è spostata verso un consumo sempre maggiore di cibi ultra-processati. La scienza sta cercando di capire se e quanto queste tendenze siano collegate tra loro.
Un’indagine pubblicata sulla rivista scientifica JAMA Oncology ha mostrato che un elevato consumo di alimenti ultra-processati è associato a un aumento del rischio di sviluppare adenomi colorettali convenzionali, i principali precursori del carcinoma del colon-retto. In particolare, le partecipanti con maggiore assunzione di questi cibi avevano un rischio superiore del 45% rispetto a chi ne consumava meno.
Cosa sono i cibi ultra-processati
Gli alimenti ultra-processati (UPF, dall’inglese ultra-processed foods) sono prodotti alimentari industriali, spesso pronti da mangiare o da riscaldare, caratterizzati da ingredienti come:
-
zuccheri aggiunti e sciroppi
-
grassi saturi
-
sale in eccesso
-
emulsionanti, additivi e aromi artificiali
-
farine raffinate
Esempi tipici includono snack confezionati, merendine, bevande zuccherate, sughi pronti e carni lavorate.
Questi alimenti sono spesso poveri di fibre, vitamine e composti bioattivi e possono influenzare negativamente il microbiota intestinale, alterare la funzione immunitaria e promuovere processi infiammatori che favoriscono la formazione di lesioni precancerose.
Perché il rischio aumenta
Lo studio osservazionale non prova un rapporto di causa-effetto, ma identifica una associazione significativa tra quantità di alimenti ultra-processati e sviluppo di adenomi intestinali. Questi polipi possono impiegare anni per evolvere in un carcinoma vero e proprio, rendendo la dieta un fattore potenzialmente importante in termini di prevenzione.
Gli esperti sottolineano che l’aumento dell’incidenza dei tumori colorettali nei giovani non può essere spiegato solo dal consumo di UPF. Fattori come sedentarietà, sovrappeso, fumo e predisposizione genetica contribuiscono anch’essi al rischio. Ma la correlazione osservata suggerisce che una dieta ad alta quota di alimenti ultra-processati è un elemento di rischio modificabile.
Come intervenire con l’alimentazione
Non esiste un singolo alimento “colpevole”, né la dieta da sola può garantire protezione assoluta. Tuttavia, numerose evidenze scientifiche indicano che una dieta ricca di alimenti minimamente processati, come frutta, verdura, legumi, cereali integrali e fonti proteiche magre, è associata a un minore rischio di tumori colorettali.
Ridurre il consumo frequente di prodotti industriali pronti e preferire alimenti freschi può contribuire a migliorare la qualità della dieta, l’equilibrio del microbiota intestinale e la risposta antinfiammatoria dell’organismo.
Inoltre, l’adozione di stili di vita salutari – attività fisica regolare, controllo del peso, limitazione dell’alcol e non fumare – si integra con la dieta per una strategia di prevenzione complessiva.
La prevenzione non comincia troppo tardi
Poiché la comparsa di lesioni precancerose può avvenire anni prima della diagnosi di tumore, è sempre più evidente che la prevenzione alimentare debba iniziare presto nella vita, non solo dopo i 50 anni. La consapevolezza delle abitudini alimentari e dei fattori di rischio modificabili è un passo fondamentale per proteggere la salute dell’intestino.

Jusy Coppola è giornalista e curatrice del magazine online salutextutti.it, portale dedicato alla medicina, alla prevenzione e al benessere psicofisico. Da sempre appassionata di tematiche sanitarie, si occupa di divulgazione con l’obiettivo di rendere accessibili, affidabili e aggiornate le informazioni su salute e stili di vita. Il suo approccio coniuga rigore giornalistico e attenzione alla persona, promuovendo una visione olistica del benessere. Accanto all’interesse per la medicina, coltiva da anni una profonda passione per la cucina, intesa come espressione di cultura, equilibrio e cura di sé.