Sciopero al Policlinico Gemelli: i lavoratori chiedono risposte

Oltre 100 lavoratori del sindacato Coina in protesta al Policlinico Gemelli per diritti e condizioni di lavoro dignitose.

Roma  – Clima di tensione nei giorni scorsi al Policlinico Gemelli di Roma, dove oltre 100 lavoratori del sindacato Coina hanno dato vita a un presidio. La mobilitazione, parte di uno sciopero in corso, è il risultato di settimane di confronto infruttuoso con l’amministrazione della Fondazione. Ma quali sono le ragioni di questa protesta?

La situazione critica al Gemelli

Il sindacato Coina, con i suoi 580 iscritti, esprime il malcontento di professionisti sanitari e lavoratori. Marco Ceccarelli, Segretario Nazionale del Coina, ha dichiarato: “Basta accordi scritti sulla sabbia, ora servono risposte concrete”. La sindrome del silenzio ha portato a un punto di rottura, evidenziando una situazione insostenibile.

Un accordo mai firmato

Nonostante cinque round di trattative, la Fondazione non è riuscita a formalizzare un accordo. “Un accordo non firmato è come un farmaco senza principio attivo: sembra una soluzione, ma non cura nulla,” ha commentato Ceccarelli. La tensione è aumentata dopo che un tentativo di conciliazione in Prefettura è fallito, lasciando i lavoratori senza garanzie.

Le richieste dei lavoratori

Le ragioni della protesta sono molteplici e ben delineate. Tra le criticità emergono: un contratto non rinnovato e arretrati non riconosciuti, orari di lavoro eccessivi, straordinari non pagati e mancanza di ferie garantite. Senza dimenticare la formazione obbligatoria, che non viene considerata come orario di lavoro.

Il messaggio dalla piazza

La protesta del Coina è un chiaro segnale: i lavoratori non sono più disposti a sacrificarsi per coprire le carenze strutturali dell’ospedale. Negli ultimi due anni, circa il 20% del personale infermieristico ha lasciato la struttura, cercando alternative più sostenibili. “Senza garanzie scritte non si lavora: si resiste,” ha concluso Ceccarelli, mentre il presidio continua a richiedere con fermezza risposte immediate dall’amministrazione.

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