Super batteri, appello dei microbiologi: fondi certi e visione One Health per frenare l’antimicrobico resistenza

Super batteri e antibiotico resistenza, Pierangelo Clerici (Amcli) chiede fondi certi nella Manovra e una visione One Health per test rapidi.
Super batteri, appello dei microbiologi: fondi certi e visione One Health per frenare l’antimicrobico resistenza Super batteri, appello dei microbiologi: fondi certi e visione One Health per frenare l’antimicrobico resistenza

Super batteri e antibiotico resistenza sono stati al centro dell’appello di Pierangelo Clerici, presidente di Amcli, secondo cui l’emergenza avrebbe bisogno di fondi certi e di una visione One Health. In base alle stime citate, le vittime potrebbero quasi decuplicare in 30 anni: dai 4,7 milioni del 2021 a oltre 39 milioni entro 2050 se non cambierà il trend. In Europa, inoltre, si indicano almeno 35mila decessi all’anno, con una quota stimata di circa 12mila in Italia.

Rischi globali e richiesta di risorse per test rapidi sul territorio

Per Clerici la priorità è dotare il territorio di fatti diagnostici microbiologici rapidi che consentano di capire rapidamente quali batteri causano un’infezione e a quali antibiotici sono resistenti. L’esigenza, secondo l’appello, è legata anche alle risorse previste nella Manovra e ai ritardi nell’attuazione. Nella scorsa Finanziaria, nell’ambito di fondi per “prevenzione collettiva e sanità pubblica”, era indicato l’avvio di programmi per l’accesso a test diagnostici “microbiologici rapidi e multiplex” sul territorio.

Clerici riferisce che erano stati discussi 160 milioni di euro da destinare alle Regioni, tramite decreti attuativi, per l’acquisizione di strumenti di diagnostica rapida da porre soprattutto nelle Case di comunità. Tuttavia, sostiene che quei soldi “risultano non arrivati, o comunque non usati” con la finalità indicata e che, di conseguenza, non ci sarebbe “nessuna certezza” su tempi ed erogazione.

In vista della prossima legge di Bilancio, la richiesta è che il comma 340 venga ripreso nella Manovra con fondi vincolati alla diagnostica microbiologica innovativa, includendo ammontare e tempistica di erogazione, anche in relazione al Pncar 2027-2031, che secondo Clerici sarebbe ancora in discussione.

Manovra e politiche ambientali: One Health, clima e smog collegati all’antibiotico resistenza

Accanto alle risorse per la diagnostica, Clerici indica la necessità di una visione One Health che colleghi le strategie sanitarie alle politiche ambientali. Secondo quanto riportato, cambiare il quadro di climate change e inquinamento atmosferico diventerebbe rilevante perché riscaldamento e smog contribuirebbero ad alimentare l’antimicrobico resistenza. Clerici avverte che la pressione selettiva sulle resistenze verrebbe esercitata anche dall’ambiente, e richiama il legame tra aumento delle temperature e smog: “i microrganismi non hanno confini” e il problema richiederebbe un approccio politico coerente.

La fonte include anche riferimenti a uno studio pubblicato nel 2023 su The Lancet Planetary Health, che avrebbe analizzato in 116 Paesi (periodo 2000-2018) l’associazione tra Pm2,5 e resistenza antimicrobica. Nel documento si richiamano dati su oltre 11,5 milioni di isolati e informazioni su 9 patogeni e 43 tipi di antibiotici. Le analisi, secondo quanto riportato, avrebbero stimato che nel 2018 la resistenza associata al Pm2,5 avrebbe causato 480mila decessi prematuri e un impatto economico di 395 miliardi di dollari.

Le proiezioni citate al 2050 includono uno scenario di riduzione del Pm2,5 a 5 microgrammi per metro cubo, collegato a una diminuzione della resistenza del 16,8%, a 23,4% di morti premature evitate e a un risparmio economico di 640 miliardi di dollari. Clerici sostiene però che, secondo quanto osservato, “non c’è” una riduzione del particolato e che, anzi, ci sarebbe un incremento che peggiorerebbe la resistenza, con un circolo tra temperature, concentrazione del particolato e attività umane che alimentano sia smog sia gas serra.

Uso consapevole degli antibiotici e ruolo di POCT nelle Case di comunità

Nell’appello viene rimarcato anche un tema di appropriatezza: Clerici sostiene che in molti casi l’antibiotico viene prescritto senza verificare se l’infezione sia batterica e quale patogeno sia responsabile. Tra gli esempi citati, nel caso di “sospetta faringite” si arriverebbe a prescrivere senza tampone; l’esperto precisa che, nelle urgenze, l’antibiotico può essere necessario subito. Secondo la ricostruzione, strumenti POCT (Point-of-Care Testing) permetterebbero di ottenere indicazioni in 45 minuti, un’ora o al massimo un’ora e mezza tramite un prelievo, con risultati su microrganismo e antibiotici efficaci e non efficaci.

Clerici precisa che l’investimento non andrebbe “alle farmacie”, ma a Case di comunità e poliambulatori decentrati, mentre il controllo (acquisto, formazione, controlli di qualità e valutazione dell’esito) sarebbe supervisionato dall’Asl attraverso il laboratorio di microbiologia ospedaliero. L’obiettivo, secondo l’Amcli, sarebbe ridurre la circolazione di antimicrobico resistenza.

Fonte originale: “Super batteri nuova pandemia”, appello microbiologi: fondi certi in Manovra e politiche ambientali

Condivi su: