Vaping negli adolescenti, Simri mette in guardia: dipendenza da nicotina mascherata

Al Congresso Simri a Roma l’allarme sul vaping negli adolescenti: dipendenza da nicotina anche con consumi limitati, screening dal pediatra dagli 11 anni e dati ISS 2026 sul 37,1% tra 14 e 17 anni.
Vaping negli adolescenti, Simri mette in guardia: dipendenza da nicotina mascherata Vaping negli adolescenti, Simri mette in guardia: dipendenza da nicotina mascherata

La Simri lancia un allarme sul vaping tra gli adolescenti e sulle forme di dipendenza da nicotina che possono restare invisibili. Al Congresso Simri in corso a Roma gli esperti sottolineano che i segnali possono emergere anche in chi dichiara un consumo molto limitato: fino a “solo 2 sigarette a settimana”. In questo contesto, viene proposta una forma di screening precoce tramite colloqui con il pediatra, a partire dagli 11 anni.

La vulnerabilità adolescenziale è legata alla maggiore sensibilità del cervello, ancora in maturazione, agli effetti della nicotina. Secondo la Simri, la dipendenza può avere caratteristiche diverse rispetto all’età adulta: il consumo è spesso intermittente e “sociale”, e sempre più collegato a dispositivi elettronici e a prodotti aromatizzati. Ne può derivare una dipendenza mascherata, in cui quantità apparentemente modeste possono rendere difficile smettere e associarsi a sintomi di astinenza, oltre a problemi di attenzione o dell’umore.

Dati e diffusione: uso tra i 14 e i 17 anni

Lo scenario è influenzato dai nuovi prodotti, tra cui sigarette elettroniche, pod-mod, prodotti a tabacco riscaldato e sacchetti di nicotina. Secondo i dati più recenti dell’Istituto superiore di sanità citati nella nota, nel 2026 il 37,1% degli studenti tra 14 e 17 anni (circa 851 mila ragazzi) ha usato nell’ultimo mese almeno un prodotto contenente tabacco o nicotina. Rispetto al 2025, l’uso delle e-cig cresce in particolare tra le ragazze con un aumento di “oltre 4 punti percentuali”.

Rischi, screening e prevenzione

La Task Force Simri associa l’esposizione allo svapo a infiammazione delle vie aeree, iperreattività bronchiale, riduzione delle difese contro le infezioni respiratorie, tosse, dispnea e riacutizzazioni dell’asma. Sono descritti anche quadri acuti gravi come l’Evali, definita come polmonite chimica legata all’uso di sigarette elettroniche o prodotti da vaping.

Per lo screening, il position paper congiunto Simri-Sip raccomanda al pediatra di indagare l’uso di nicotina già a partire dagli 11 anni, chiedendo non solo delle sigarette tradizionali, ma anche di vaping e altri prodotti. Non basta quindi sapere se un adolescente fuma: occorre capire che cosa usa, con quale frequenza e se sono comparsi segnali di dipendenza. Il pediatra, secondo la Simri, può diventare un interlocutore centrale per motivare il ragazzo a smettere e accompagnarlo con counselling, supporto comportamentale e follow-up.

Tra le priorità indicate nel position paper figurano proteggere bambini e adolescenti dal marketing dei prodotti alla nicotina sui social e tramite influencer; estendere gli ambienti 100% liberi da fumo e svapo; rafforzare la regolamentazione degli Ends, intervenendo anche su aromi e packaging attrattivi per i minori; promuovere counselling e informazione in gravidanza sui rischi del fumo e dello svapo; potenziare i programmi di prevenzione nelle scuole.

Fonte originale: Vaping in adolescenti, esperti Simri: “Attenzione a dipendenza da nicotina mascherata”

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