Morbillo in Italia: il Ministero avverte su possibili criticità nella copertura vaccinale

Il ministero della Salute italiano promuove campagne vaccinali per i giovani adulti e potenzia la sorveglianza contro il morbillo, evidenziando dati allarmanti sulla copertura vaccinale.

Il ministero della Salute italiano ha recentemente sottolineato l’importanza di potenziare i sistemi di sorveglianza e di promuovere campagne vaccinali specifiche, con un focus particolare sui giovani adulti che non hanno ricevuto il vaccino contro il morbillo. Questa iniziativa è emersa in seguito ai dati allarmanti riguardanti la diffusione del virus nel paese.

Il 23 settembre 2026, un rapporto evidenziava che nel 2024 nessuna regione italiana aveva raggiunto la soglia raccomandata per la somministrazione della seconda dose del vaccino contro il morbillo. Questo dato è particolarmente preoccupante poiché è al di sotto degli standard stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che richiede una copertura vaccinale superiore al 95% per interrompere la trasmissione del virus e garantire l’immunità di gregge. La situazione attuale suggerisce una criticità nella copertura vaccinale, con un rischio concreto di incremento dei casi di morbillo, specialmente tra le persone non immunizzate. I dati del sistema Premal per il 2026 mostrano che la maggior parte dei casi notificati riguarda giovani adulti di età compresa tra 15 e 39 anni, con il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto che risulta non vaccinato. Queste informazioni provengono dalla circolare intitolata ‘Morbillo – analisi epidemiologica (anni 2024-2026) e raccomandazioni operative’, firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute.

I casi tra gli operatori sanitari

Un aspetto di particolare rilevanza riguarda la percentuale di casi di morbillo tra gli operatori sanitari. Secondo il rapporto, su 417 soggetti con professione nota, 55 sono risultati positivi al morbillo, rappresentando il 13,2% del totale. Questo dato è significativo poiché indica che gli operatori sanitari costituiscono il 19,2% dei casi adulti con professione nota. Per 45 di questi operatori, è disponibile l’informazione sullo stato vaccinale: 40 di loro risultano non vaccinati, il che corrisponde all’88,9% del totale con stato vaccinale noto. Questa evidenza suggerisce un coinvolgimento rilevante del contesto sanitario nella trasmissione del virus, dovuto a esposizioni professionali in ambienti con alta frequenza di contatto, specialmente durante fasi di circolazione attiva del virus.

Le raccomandazioni del ministero

Le raccomandazioni contenute nella circolare emanata dal ministero della Salute, in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, mirano a rafforzare il controllo e a ripristinare l’interruzione della trasmissione endemica del morbillo. Tra le misure suggerite, si evidenzia la necessità di potenziare i sistemi di sorveglianza, garantendo un’indagine epidemiologica accurata per i casi sospetti e la conferma di laboratorio per i casi sporadici e i focolai. È fondamentale che l’indagine epidemiologica venga condotta con la massima tempestività, con segnalazione dei casi sospetti al sistema Premal entro 24 ore e raccolta dei campioni biologici già al primo contatto con il caso sospetto. I campioni devono essere inviati al Laboratorio Regionale di Riferimento della rete MoRoNet o, in mancanza di questo, al Laboratorio Nazionale di Riferimento.

In aggiunta, è fondamentale promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio. Le attività di recupero per garantire il completamento della seconda dose devono essere intensificate, con interventi specifici rivolti agli operatori sanitari, comprese verifiche dello stato immunitario e offerte attive di vaccinazione. Infine, è necessario implementare attività di comunicazione del rischio, coinvolgendo medici di famiglia e pediatri, per aumentare la fiducia e l’adesione alla vaccinazione nella popolazione.

Condivi su: