Rsv, 3 pazienti su 4 temono le sequele: per Radovanovic, eventi ridotti fino al 75%

Una survey su poco più di 500 pazienti rileva il timore per le sequele del virus respiratorio sinciziale. Radovanovic riferisce riduzioni fino al 75%.
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Rsv, 3 pazienti su 4 temono le sequele: per Radovanovic, eventi ridotti fino al 75%

Tre pazienti su quattro, o anche di più, temono l’impatto delle infezioni virali sulla propria malattia e le possibili sequele. È uno dei risultati di una survey condotta quest’estate su poco più di 500 persone con comorbilità respiratorie e cardiovascolari, tra cui diabete, ipertensione, scompenso cardiaco, broncopatia cronica ostruttiva, enfisema e asma.

Il quadro è stato illustrato a Milano da Dejan Radovanovic, professore di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano e dirigente medico dell’Uoc Pneumologia dell’ospedale Luigi Sacco, Asst Fatebenefratelli Sacco. L’intervento si è svolto durante un incontro con la stampa organizzato da Gsk in occasione della Settimana internazionale di sensibilizzazione sul virus respiratorio sinciziale, dal 2 all’8 novembre.

Secondo Radovanovic, la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale si è dimostrata efficace nel ridurre gli eventi acuti nei pazienti con Bpco o asma e in quelli con patologie cardiovascolari, in particolare scompenso cardiaco, oltre che con diabete. Su un vasto numero di pazienti, ha riferito, avrebbe determinato una riduzione delle ospedalizzazioni e degli eventi gravi fino al 70-75% rispetto ai non vaccinati.

La vaccinazione avrebbe inoltre ridotto tra il 65% e il 70% la quota di pazienti che andava incontro a eventi cardiovascolari legati all’infezione. L’infezione virale, ha spiegato il medico, può richiedere supporto medico dentro e fuori dall’ospedale e incidere sull’equilibrio delle patologie croniche.

Le esperienze riferite dai pazienti

Dalla survey è emerso anche che circa il 10% degli intervistati ha avuto un’infezione da virus respiratorio sinciziale. Una buona parte di questi pazienti ha riferito sequele che hanno determinato, fino a un mese o più, un disequilibrio e una limitazione nelle attività della vita quotidiana.

Radovanovic ha osservato che la conoscenza del virus è in crescita, ma che se ne parla ancora poco, soprattutto negli ambulatori di medicina generale e in ambito specialistico. L’approccio preventivo, ha concluso, è importante non solo per ridurre la gravità dell’infezione, ma anche per evitare la destabilizzazione o il peggioramento della patologia cronica e conseguenze che possono protrarsi oltre l’evento acuto.

Fonte originale: Vaccini, Radovanovic (UniMi): “In virus sinciziale efficaci per contrastare eventi acuti”

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