Rsv sconosciuto a quasi 8 italiani su 10: tra i cronici il 70% riferisce conseguenze

Virus respiratorio sinciziale: quasi l’80% degli italiani non sa cos’è l’Rsv; il 70% dei cronici riferisce un impatto negativo.
Rsv sconosciuto a quasi 8 italiani su 10: tra i cronici il 70% riferisce conseguenze Rsv sconosciuto a quasi 8 italiani su 10: tra i cronici il 70% riferisce conseguenze

Rsv poco conosciuto tra gli adulti con patologie croniche: il 70% segnala un impatto

Quasi l’80% degli intervistati in Italia non sa, o non è sicuro di sapere, che cosa sia il virus respiratorio sinciziale (Rsv). Eppure, la stessa percentuale teme che i virus respiratori possano peggiorare la propria salute. I dati provengono da un sondaggio globale condotto da Human8 in 10 Paesi e promosso da Gsk in occasione della Rsv Awareness Week, dal 2 all’8 novembre.

Nel nostro Paese sono state intervistate oltre 500 persone adulte che convivono con una o più patologie croniche. Quasi una su due non ha mai discusso dell’infezione con un medico o con un altro professionista sanitario. Inoltre, il 70% degli adulti con patologie croniche ha dichiarato che virus respiratori come l’Rsv hanno influenzato negativamente la propria salute, la vita quotidiana o quella delle persone vicine.

L’impatto riferito da chi ha patologie respiratorie

Secondo i risultati del sondaggio, circa metà degli intervistati ha riferito conseguenze sulla salute per almeno un mese dopo l’infezione. Per circa il 10%, il recupero ha richiesto oltre un anno o non si era ancora concluso. Il 31% ha inoltre dichiarato un peggioramento dello stato di salute durante l’infezione: la quota è salita al 57% tra le persone con asma e al 43% tra quelle con Bpco.

Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario d’Azienda Irccs Ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, ha sottolineato che l’Rsv può causare complicanze clinicamente rilevanti soprattutto nei pazienti con patologie respiratorie e cardiovascolari. Nei pazienti con Bpco, ha aggiunto, le riacutizzazioni possono incidere sull’evoluzione della malattia e rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione e morte.

Le stime e il tema della prevenzione

La nota indica che, tra gli over 60 in Italia, l’Rsv sarebbe responsabile ogni anno di circa 50.000 ospedalizzazioni e 1.800 decessi in ambito ospedaliero. Si tratta di stime. Massimiliano Franco, medico di famiglia e segretario Simg Lombardia, ha osservato che l’impatto clinico reale potrebbe essere superiore a quello riportato in letteratura, anche perché la diagnosi non rientra ancora nelle pratiche di routine.

Cittadinanzattiva chiede invece di includere la vaccinazione contro l’Rsv per gli adulti nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Gsk riferisce che il proprio vaccino adiuvato è stato approvato per la prevenzione della malattia delle basse vie respiratorie da Rsv negli individui dai 18 anni in più di 65 Paesi. La stessa azienda cita studi clinici e dati di pratica reale sulla riduzione delle ospedalizzazioni e delle riacutizzazioni, presentati a congressi internazionali.

Fonte originale: Virus respiratorio sinciziale, l’80% degli italiani non conosce i rischi

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