Violenza nei confronti degli insegnanti da Roma a Lamezia Terme, la psicologa avverte: “Rischio elevato di emulazione”

La violenza giovanile in Italia cresce, con episodi inquietanti nelle scuole e il rischio di emulazione amplificato dai social media, secondo la criminologa Anna Maria Giannini.

La questione della violenza giovanile e del rischio di emulazione tra gli adolescenti è tornata al centro del dibattito pubblico, in seguito a eventi drammatici che hanno coinvolto studenti in diverse città italiane. Anna Maria Giannini, criminologa e docente di Psicologia presso l’Università La Sapienza di Roma, ha commentato la situazione in un’intervista rilasciata all’agenzia Adnkronos Salute.

23 settembre 2026 | 14:38

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Un episodio inquietante a Roma

Il 18 settembre 2026, un episodio inquietante ha avuto luogo all’Istituto Giovanni Verga, una scuola media situata a Roma, dove un ragazzo di 13 anni ha spruzzato uno spray urticante al volto della docente, Isabella Marsilio, di 66 anni, prima di colpirla con un coltellino. Questo atto di violenza, avvenuto nel quartiere Centocelle, è stato ripreso in diretta dal giovane, che indossava un casco con una telecamera, e condiviso su Telegram. Nella stessa giornata, a Lamezia Terme, un altro adolescente di 14 anni è stato scoperto mentre pianificava un’aggressione simile contro una professoressa, grazie all’allerta dei compagni che hanno notato il suo comportamento sospetto. Il ragazzo aveva discusso del suo piano su un gruppo Telegram.

La ribellione e il rischio di emulazione

Giannini ha sottolineato come la ribellione tipica dell’adolescenza possa essere amplificata da contenuti che glorificano l’aggressività, aumentando il rischio di emulazione. Secondo la criminologa, i giovani cercano di affermare la propria identità anche attraverso comportamenti violenti, e la diffusione di tali atti sui social media può trasformarli in sfide da emulare. Ha evidenziato come un sito visitato dal ragazzo coinvolto nell’incidente di Roma incoraggiasse sentimenti di vendetta, ponendo domande provocatorie e suggerendo modi per attuare tali vendette.

Affrontare il problema della violenza

Giannini ha avvertito che se episodi di violenza vengono presentati come atti eroici sui social, il rischio di emulazione aumenta drasticamente. Per affrontare questo problema, è fondamentale stigmatizzare tali comportamenti e regolare l’accesso alla rete, coinvolgendo sia le famiglie che le istituzioni scolastiche. Solo attraverso un approccio integrato si può sperare di ridurre la diffusione di questi fenomeni.

Un altro caso di violenza a Tersigno

Il 18 settembre, in un liceo scientifico a Tersigno, nel Napoletano, un altro caso ha attirato l’attenzione: un ragazzo di 14 anni è stato trovato in possesso di un coltello lungo 18 centimetri. Il preside ha immediatamente contattato i carabinieri, che hanno sequestrato l’arma. Questo episodio segue un precedente verificatosi il 25 marzo, quando un allievo di una scuola media a Trescore Balneario, nel Bergamasco, ha accoltellato la sua insegnante di francese, riprendendo l’atto e condividendolo su Telegram. Giannini ha concluso affermando che gli adolescenti spesso faticano a gestire le frustrazioni quotidiane, e che questa incapacità può sfociare in comportamenti aggressivi se non adeguatamente affrontata.

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