The Lancet Oncology: un piano globale per affrontare le disuguaglianze nelle cure

La Commissione di The Lancet Oncology propone una strategia globale per rendere l’oncologia di precisione e la genomica del cancro più accessibili e sostenibili a livello mondiale.

Il 25 settembre 2026, durante il World Cancer Congress che si svolge a Hong Kong, è stata presentata la nuova Commissione internazionale di The Lancet Oncology. Questo organo ha l’obiettivo di delineare una strategia globale per rendere la genomica del cancro e l’oncologia di precisione più accessibili, sostenibili ed eque. La Commissione, nota come Lancet Oncology Commission on Cancer Genomics and Precision Oncology, ha pubblicato un report che esamina le sfide che ostacolano l’integrazione dei progressi scientifici nel campo della genomica nella pratica clinica, e propone un modello innovativo per facilitare la sua attuazione nei vari sistemi sanitari.

Le sfide dell’oncologia di precisione

Nel corso degli ultimi decenni, l’oncologia di precisione ha apportato cambiamenti significativi nella diagnosi e nel trattamento dei tumori, consentendo l’uso di informazioni molecolari dettagliate per una classificazione più accurata dei tumori e per la selezione di terapie più mirate. Tuttavia, la Commissione segnala che l’accesso a queste innovazioni rimane diseguale, con la maggior parte dei sistemi sanitari che non riescono a garantire l’accesso alle opportunità offerte dall’oncologia di precisione. Attualmente, i test molecolari e i trattamenti innovativi sono prevalentemente disponibili nei Paesi più sviluppati e, all’interno di questi, spesso solo nei centri più attrezzati.

Un altro aspetto critico riguarda l’ecosistema della ricerca e dei dati. Le attività di ricerca genomica, i trial clinici basati su biomarcatori e le informazioni sanitarie che supportano l’oncologia di precisione sono concentrati principalmente nei Paesi ad alto reddito e nelle popolazioni occidentali, mentre i sistemi di dati risultano frammentati e poco integrati.

L’analisi della Commissione

Raffaella Casolino, oncologa e coordinatrice della Commissione, ha sottolineato che l’espansione dell’oncologia di precisione ha portato a progressi straordinari, ma ha anche generato nuove complessità. La crescente sofisticazione dei sistemi diagnostici, le evidenze in continua evoluzione e i costi associati rendono difficile garantire cure di alta qualità, in particolare nei contesti a basso reddito. I pazienti si trovano spesso ad affrontare informazioni complesse e aspettative irrealistiche riguardo ai test molecolari e ai trattamenti innovativi, che possono offrire benefici clinici limitati.

La Commissione, composta da esperti in diverse aree, tra cui oncologia, genomica, sanità pubblica e etica, rappresenta una delle valutazioni più complete sull’oncologia di precisione fino ad oggi. Nicola Normanno, responsabile del Center for Advanced Molecular Diagnostics in Oncology della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs di Roma, ha evidenziato che le barriere all’oncologia di precisione non sono esclusivamente tecnologiche, ma comprendono anche aspetti organizzativi ed economici. È necessaria una cooperazione tra istituzioni pubbliche, industria e pazienti per sviluppare infrastrutture diagnostiche adeguate e garantire la qualità dei test.

L’importanza della voce dei pazienti

La Commissione ha anche preso in considerazione le esperienze di coloro che hanno vissuto il cancro, riconoscendo il loro contributo nel definire come l’oncologia di precisione debba essere valutata e implementata. Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), ha sottolineato che oltre il 30% dei pazienti con tumori solidi avanzati può oggi ricevere terapie basate su biomarcatori, e questa percentuale è destinata a crescere. Tuttavia, per realizzare pienamente l’innovazione, è fondamentale ridurre le disparità esistenti, garantendo un accesso equo e tempestivo a tutti i pazienti.

Nei Paesi a basso e medio reddito, le limitazioni nella capacità diagnostica, la scarsità di risorse e la mancanza di competenze specialistiche rappresentano ostacoli significativi. La Commissione ha evidenziato che una maggiore inclusione nella ricerca genomica deve essere considerata non solo un obbligo etico, ma anche una necessità scientifica.

Raccomandazioni per il futuro

Per tradurre le evidenze in azione, la Commissione ha delineato cinque elementi chiave: un framework di implementazione basato sul valore, uno strumento per valutare la prontezza dei sistemi sanitari, un framework di competenze per la forza lavoro nell’oncologia di precisione, un sistema di monitoraggio e valutazione dell’implementazione e un ecosistema responsabile per la condivisione dei dati.

L’implementazione dell’oncologia di precisione deve andare di pari passo con la generazione di nuova conoscenza, producendo evidenze più rappresentative e colmando le lacune esistenti. La Commissione ha lanciato una Global Call-to-Action, proponendo una roadmap per un accesso globale più equo e sostenibile. Le raccomandazioni sono in linea con la risoluzione sulla medicina di precisione adottata nel 2026 dall’Assemblea Mondiale della Sanità, che invita a integrare questa medicina nei sistemi sanitari in modo equo e adeguato.

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