Il Congresso dell’Area Culturale Medicina Critica dell’Emergenza, organizzato dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), si è concluso oggi, 25 settembre 2026, presso la Città Militare della Cecchignola a Roma. Durante l’evento, si è discusso dell’importanza di implementare in modo uniforme i sistemi di monitoraggio e intervento per i pazienti in stato critico, evidenziando le disparità tra gli ospedali italiani.
Il riconoscimento tempestivo del deterioramento delle condizioni di un paziente ricoverato è fondamentale per garantire un intervento efficace. Elena Bignami, presidente della SIAARTI, ha sottolineato che, sebbene esistano strumenti come gli early warning score e i Medical Emergency Team, la loro applicazione varia significativamente da un ospedale all’altro. “Ci sono strutture in cui un Medical Emergency Team può intervenire in pochi minuti, mentre in altre il paziente attende che la situazione si aggravi prima di ricevere assistenza”, ha affermato Bignami. Secondo un’indagine condotta dal Policlinico di Milano, solo il 60% degli ospedali italiani dispone di un Medical Emergency Team attivo, con evidenti differenze tra il Nord e il resto del Paese.
Il ruolo dell’anestesista-rianimatore
L’anestesista-rianimatore non deve limitarsi a intervenire in terapia intensiva, ma deve essere coinvolto fin dalle prime fasi del deterioramento clinico. Andrea Bruni, responsabile della Sezione SIAARTI Medicina Critica, ha spiegato che il processo di gestione del paziente critico inizia prima del ricovero. “È essenziale portare la cultura della terapia intensiva al letto del paziente, anticipando le necessità prima che si renda necessario il trasferimento in terapia intensiva“, ha dichiarato Bruni. La valutazione della gravità del paziente e l’avvio tempestivo dei trattamenti sono cruciali per garantire un’adeguata assistenza ospedaliera.
Una delle sessioni del congresso ha trattato dell’importanza dell’integrazione tra Centrale Operativa, 118, elisoccorso e strutture ospedaliere, ponendo l’accento sulla necessità di garantire l’interoperabilità dei dati e una gestione centralizzata del trauma. La collaborazione tra questi enti è fondamentale per migliorare la continuità assistenziale e garantire un intervento tempestivo.
Verso un sistema di emergenza più omogeneo
Sara Borga, responsabile della Sezione SIAARTI Medicina Critica e dell’Emergenza Extraospedaliera, ha evidenziato la necessità di superare le frammentazioni organizzative che caratterizzano il sistema dell’emergenza in Italia. “La nostra sfida è promuovere una crescita omogenea dell’intero sistema, sviluppando percorsi multidisciplinari condivisi e migliorando l’integrazione tra i vari attori coinvolti”, ha affermato Borga. La giornata finale del congresso ha anche affrontato il fattore umano e l’impatto delle nuove tecnologie nella gestione delle emergenze.
Il Congresso ha dedicato uno spazio significativo alla formazione delle equipe di emergenza, sottolineando l’importanza della comunicazione e della capacità decisionale sotto pressione. Si è discusso dell’uso dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata per migliorare la formazione e il triage, nonché dello scambio di dati tra Centrale Operativa e Pronto Soccorso.
Attività pratiche e formazione
Un aspetto innovativo del congresso è stata l’inclusione di attività pratiche che simulano scenari complessi e difficili da replicare nella formazione quotidiana. Tra le iniziative, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza notturna in un campo-tende, simulando le condizioni di un’operazione all’estero. Gli argomenti trattati hanno incluso le emergenze neurologiche e ostetrico-ginecologiche, oltre alla gestione delle infezioni e della sepsi.
Giacomo Grasselli, vicepresidente SIAARTI e presidente eletto per il triennio 2028-2030, ha concluso sottolineando l’importanza di rafforzare il ruolo dell’anestesista-rianimatore nella Medicina Critica dell’Emergenza. La SIAARTI continuerà a investire nella formazione e nella ricerca, puntando a definire modelli operativi condivisi per valorizzare le competenze professionali in contesti assistenziali differenti.
