La Società Italiana per lo Studio delle Cefalee ha recentemente lanciato un allerta riguardo alla condizione dei bambini e dei ragazzi che soffrono di emicrania, evidenziando l’assenza di farmaci specifici per questa fascia d’età. Il 25 settembre 2026, la professoressa Marina De Tommaso, Ordinario di Neurologia presso l’Università di Bari e presidente della Sisc, ha sottolineato l’importanza di affrontare questa problematica, che colpisce un numero crescente di giovani alunni.
La diffusione dell’emicrania tra i giovani
Secondo le ricerche condotte, si stima che circa 1 bambino su 10 sia colpito da emicrania, con dati che variano a seconda delle fonti. Mentre studi internazionali indicano una prevalenza del 10%, ricerche italiane riportano una cifra di 1 su 20. Questo significa che, in una classe, è probabile che ci sia almeno un alunno che soffre di questo disturbo. Nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci per gli adulti, come i gepanti e gli anticorpi monoclonali, i bambini non possono beneficiare degli stessi farmaci a causa della mancanza di sperimentazioni cliniche specifiche per la loro età. Questo porta i medici a prescrivere terapie in modalità “off label”, creando incertezze sull’efficacia e la sicurezza dei trattamenti.
Le conseguenze sul rendimento scolastico
Il professor Massimiliano Valeriani, direttore della Developmental Neurology Unit dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ha evidenziato come l’emicrania influisca negativamente sul rendimento scolastico. Durante l’anno scolastico, i giovani emicranici mostrano un calo del rendimento del 30%. L’inizio delle lezioni e il rientro dopo le vacanze di Natale sono periodi critici, in cui gli attacchi di emicrania tendono ad aumentare. Le assenze scolastiche, che possono arrivare a 4-5 giorni all’anno, sono un altro fattore che contribuisce a un’educazione compromessa. Inoltre, gli insegnanti spesso non prendono sul serio le lamentele di mal di testa degli alunni, interpretandole come scuse per evitare compiti o interrogazioni, aumentando il senso di frustrazione nei bambini.
Identificare i segnali di allerta
La professoressa De Tommaso ha messo in guardia i genitori riguardo ai segnali di allerta, definiti “red flags”, che indicano la necessità di consultare un medico. Tra questi, un mal di testa che insorge improvvisamente e con intensità crescente, cefalee notturne o al risveglio, e un peggioramento progressivo della condizione. È fondamentale che i genitori prestino attenzione a questi sintomi e consultino un pediatra esperto nella diagnosi di cefalee infantili, per garantire un intervento tempestivo e appropriato.
Raccomandazioni per genitori e insegnanti
La Sisc ha fornito alcune indicazioni pratiche per genitori e insegnanti. È importante non sottovalutare il mal di testa nei bambini e rivolgersi prima al pediatra, evitando accertamenti superflui. I genitori dovrebbero anche valutare se ci siano fattori di stress psicologico che potrebbero influenzare la condizione del bambino. Gli insegnanti, dal canto loro, sono incoraggiati a monitorare la frequenza e la gravità delle cefalee, supportando gli alunni nel loro percorso scolastico e identificando eventuali fattori scatenanti nel contesto scolastico.
Con una maggiore consapevolezza e un approccio collaborativo, è possibile affrontare questa problematica, migliorando la qualità della vita dei bambini e dei ragazzi affetti da emicrania.
