Esofagite eosinofila, studio di fase 3 Crossing: risultati positivi per tezepelumab

Studio di fase 3 Crossing: i risultati di tezepelumab in esofagite eosinofila mostrano remissione istologica e riduzione della disfagia, comunicati da AstraZeneca.
Esofagite eosinofila, studio di fase 3 Crossing: risultati positivi per tezepelumab Esofagite eosinofila, studio di fase 3 Crossing: risultati positivi per tezepelumab

AstraZeneca rende noti risultati positivi dello studio di fase 3 Crossing su esofagite eosinofila: nel trial tezepelumab ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti su endpoint co-primari, tra cui remissione istologica e riduzione della disfagia negli adolescenti e negli adulti con EoE sintomatica non controllata. I miglioramenti sono stati osservati settimana 24 con entrambi i dosaggi rispetto al placebo e sono rimasti fino a settimana 52 attraverso endpoint secondari chiave, come comunicato dall’azienda.

Benefici su remissione e sintomi

Secondo la nota, tezepelumab somministrato per via sottocutanea ogni 4 settimane ha portato alla remissione istologica alla settimana 24 nel 64,8% dei pazienti con dose da 210 mg e nel 68,9% con dose da 420 mg, contro il 3,5% del gruppo placebo (p<0,001). Sul fronte della disfagia, misurata tramite il Dysphagia symptom questionnaire (Dsq), il trattamento ha ridotto la frequenza e la severità dei sintomi rispetto al basale di 18,8 punti con 210 mg (p=0,049) e di 22,0 punti con 420 mg (p<0,001), rispetto a una riduzione di 14,7 punti con placebo.

I dati indicano che l’efficacia è stata mantenuta fino a settimana 52: nella parte di endpoint secondari chiave, la remissione istologica è stata raggiunta dal 67,8% (210 mg) e dal 63,3% (420 mg) dei pazienti, contro il 5,4% del placebo (p<0,001). La nota riporta anche un miglioramento continuativo dei sintomi con riduzioni medie rispetto al basale del punteggio DSQ di 22,1 punti (210 mg) e 24,0 punti (420 mg), contro 13,2 punti con placebo (p<0,001).

Endoscopia, sicurezza e contesto clinico

Negli endpoint secondari chiave, il trattamento ha determinato miglioramenti statisticamente significativi delle caratteristiche endoscopiche e della loro severità, valutate tramite l’EoE Endoscopic Reference Score (Erefs) alle settimane 24 e 52. Alla settimana 52, la remissione endoscopica completa—definita come assenza di caratteristiche EoE visibili all’endoscopia—ha riguardato il 34,4% dei pazienti con dose da 210 mg e il 29,5% con dose da 420 mg, rispetto al 4,1% con placebo (p<0,001).

In parallelo, la nota colloca esofagite eosinofila come malattia infiammatoria cronica che può compromettere la vita quotidiana attraverso disfagia e possibili difficoltà dei pasti. Ricorda inoltre che quasi la metà dei pazienti non raggiunge un adeguato controllo con lo standard terapeutico basato su restrizioni dietetiche, corticosteroidi topici deglutiti e inibitori della pompa protonica. Lo studio ha previsto la possibilità di proseguire terapie di base stabili, incluse quelle indicate, mentre il profilo di sicurezza di tezepelumab è risultato coerente con quello osservato nelle indicazioni approvate.

Tra gli eventi avversi riportati più frequentemente nei pazienti trattati con tezepelumab figurano rinofaringite, cefalea e diarrea. I dati dello studio Crossing sono stati presentati in una presentazione orale late-breaking alla United European Gastroenterology Week 2026 tenutasi a Barcellona, in Spagna.

Fonte originale: Esofagite eosinofila, risultati positivi per tezepelumab in fase 3

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