Ora solare e prostata: spiegato l’effetto del cambio d’orario su disturbi urinari e contrazione

Ora solare e prostata: secondo l’immunologo Mauro Minelli, freddo e buio attivano il sistema nervoso autonomo e peggiorano i disturbi urinari.
Ora solare e prostata: spiegato l’effetto del cambio d’orario su disturbi urinari e contrazione Ora solare e prostata: spiegato l’effetto del cambio d’orario su disturbi urinari e contrazione

Ora solare in arrivo: mancano 48 ore al ritorno dell’orario invernale, previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Nel passaggio di lancette, oltre al consueto mini-jet lag, l’attenzione viene posta anche su come lo “switch” possa influenzare prostata e disturbi urinari, secondo quanto spiegato da un medico a un servizio di Adnkronos Salute.

Secondo l’immunologo Mauro Minelli, la biologia umana non segue solo le lancette: il corpo misura il tempo tramite orologi biologici interni legati a luce, temperatura e ritmi del sistema nervoso. Nel ritorno all’ora solare, l’organismo entra in una fase descritta come diversa da quella legata all’ora legale: l’autunno, più che “accendere” la ghiandola, la “irrigidisce”, esasperando tensioni muscolari e disturbi urinari.

Come freddo e buio possono incidere sui sintomi

Nel quadro delineato da Mauro Minelli, il cambiamento tra buio che anticipa l’arrivo e primi cali di temperatura mette in allarme il sistema nervoso autonomo. La componente di reazione rapida (il sistema simpatico) rilascia noradrenalina, che invia un comando ai recettori nella muscolatura della prostata e nel collo della vescica, con conseguente contrazione.

La conseguenza, secondo la ricostruzione, è una maggiore resistenza al flusso urinario. Nelle giornate di fine ottobre, molti uomini possono avvertire comparsa o peggioramento di esitazione alla “partenza”, getto debole e la sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica. In questa lettura, non si tratterebbe di un ingrossamento improvviso: sarebbe una reazione muscolare involontaria guidata da freddo e sistema nervoso.

Lo specialista collega anche la variazione luce-buio alla possibile temporanea alterazione della produzione di ormoni coinvolti. In particolare viene citata la vasopressina, descritta con il compito fisiologico di concentrare le urine durante la notte; se il meccanismo perde sincronia e il ritmo del sonno si frammenta, la produzione di urina notturna può aumentare. Il risultato può essere un bisogno di alzarsi in bagno una o più volte, descritto come un disturbo non infrequente.

Abitudini e stile di vita: un effetto a catena

Il cambio d’ora, aggiunge Minelli, porta con sé anche un cambiamento delle abitudini: freddo e buio pomeridiano spingono a uscire meno e si tende a bere meno acqua. La minore attività fisica e il tempo trascorso seduti, nella spiegazione proposta, riducono il drenaggio del plesso venoso che circonda la prostata, favorendo un ristagno di liquidi a livello del bacino.

La sedentarietà e pasti più pesanti possono, inoltre, rallentare l’intestino e alterare l’equilibrio del microbiota, con una barriera intestinale descritta come più permeabile. In queste condizioni, il testo parla della possibilità che sostanze infiammatorie o frammenti batterici raggiungano più facilmente i tessuti urogenitali per contiguità, con una prostata già “tesa e contratta” che diventerebbe bersaglio di un’infiammazione silente. I sintomi citati includono bruciore, senso di peso e fastidio pelvico.

La medicina dei ritmi biologici, conclude l’immunologo, suggerisce che questi disturbi non esplodono a caso a fine ottobre. Le indicazioni proposte sono proteggersi dai primi sbalzi termici, bere con regolarità nelle ore diurne evitando di caricarsi di liquidi a ridosso del sonno, e camminare ogni giorno per riattivare la circolazione pelvica, mantenendo anche regolare l’intestino.

Fonte originale: Ora solare, l’effetto che non ti aspetti: “Quando l’orologio torna indietro la prostata si accende”

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